Alemanno neoliberista cede Roma ai privati

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Gianni Alemanno è entrato nel pieno della campagna elettorale e promette di fare, in poco più di un anno dalle elezioni, quanto non è riuscito a fare in quasi quattro. Questa volta ha trovato una tribuna autorevole per la sua propaganda nel paludato quotidiano economico 24 Ore, chapeux.

Lui, ormai ha deciso e punta su una alleanza con il terzo polo per conquistare il secondo mandato, ovviamente con "una nuova squadra, più al femminile", ma solo dopo la vittoria (e chi si fida più?). Il terzo polo con Fini in testa non vede l'ora di spalancargli le braccia magari con  Riccardi di sant'Egidio a vice sindaco anche se con lui ha litigato furiosamente su rom ed immigrati. Sin qui le aspirazioni dello stratega capitolino, ma il libro dei sogni sta tutto nella sua futura politica economica fondata sul privatizzare, privatizzare, privatizzare salvo i recenti referendum su acqua e pubblici servizi che gli creano qualche difficoltà. Insomma una sorta di Keynes neo liberista.

Intanto vuole cedere al mercato il 40% della holding Campidoglio, quindi apertura ai privati per Ama e Atac. Più cautela, bontà sua, su Acea, ma lì chi conta fortunatamente è Caltagirone. Poi ce la rimena con i pochi spiccioli del quoziente familiare, tanto per accontentare l'UDC suo futuro alleato.  Infine ci illumina sul debito  del Comune, commissariato non per necessità, ma grazie ad una sua felice "intuizione". Debito che non è più di 8,4 miliardi, ma di ben 12,4 grazie alle dissennate politiche dei suoi predecessori. Ma intanto ha cominciato a risparmiare 40 milioni con la  Centrale Unica Acquisti ed altri 12 ne risparmierà estendendone l'attività  a tutte le società del gruppo Comune di Roma. Certo, ci sarà anche  un intervento sui costi della politica, quanto e quando non è dato sapere, meglio glissare. Però ha già risparmiato tanto sulle auto blu di rappresentanza, dotandosi  solo di  Punto e Panda sulle quali non ci è ancora parso di scorgere la vice sindaco Belviso, mentre pare che gli autisti, per non operare in ambiti angusti si siano già tutti dimessi.  Poi arriva davvero alla ciccia e afferma: "Faremo un grande sforzo per sbloccare le tante pratiche urbanistiche incagliate in consiglio comunale dove c’è un fortissimo ostruzionismo dell’opposizione" che a noi non risulta visto che in commissione urbanista, dove l'opposizione è maggioranza a seguito delle varie secessioni dei suoi adepti, passa di tutto.

Ma il lampo di genio di Gianni sta nel  project finanzino, tipo quello della gara per la metro a Casal Monastero. Ora, anche se qualche cantiere è fermo, Lui sta "studiando" analoga soluzione per il prolungamento di tutte le altre linee metropolitane. Poi c'è il Suo Piano strategico di sviluppo: dalle Torri dell’Eur di Renzo Piano già cantierabili, al Waterfront di Ostia alla demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca. E con i tempi che corrono in borsa e grazie alla grande affidabilità dell'Italia presso la finanza internazionale Gianni ci assicura che sta cercando investitori internazionali, anzi  ha già incontrato investitori arabi, olandesi e dell’estremo oriente. Per ora ci basti aver portato il musical di Pinocchio a New York.

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