Liberalizzazioni: oggi Cdm discute il decreto, scontri tra Pd e Pdl

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E' convocato alle 10, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri con all'ordine del giorno il decreto sulle liberalizzazioni. Il testo e' di 107 pagine, suddiviso in 44 articoli e contiene un insieme di provvedimenti ''in tema di concorrenza, semplificazione e mercato unico''. Le norme vanno dall' abolizione delle tariffe professionali minime e massime, alla deregulation del settore delle farmacie, dalla separazione delle rete gas dall'Eni agli interventi su tassisti, edicole e benzinai.

Il decreto coinvolge anche banche e assicurazioni, servizi pubblici locali e tariffe autostradali. L'obiettivo, come annunciato piu' volte dal premier Mario Monti, e' quello di superare i privilegi consolidati di alcune categorie professionali e le rendite di posizione. Data la delicatezza della materia affrontata dal governo, non si esclude una nuova seduta del Cdm per il varo definitivo dei provvedimenti.

Tra le categorie in agitazione ci sono i tassisti che ieri non hanno accolto positivamente le notizie su una possibile schiarita nella trattativa tra i propri sindacati e il governo rappresentato da Manlio Strano, segretario generale della presidenza del Consiglio. Nel presidio presso il Circo Massimo in molti hanno espresso dissenso rispetto alla linea di dialogo e hanno deciso di non tornare al lavoro. Loreno Bittarelli, presidente di Unitaxi, aveva invece parlato di ''confronto positivo'' e aveva invitato a riprendere il servizio: ''In caso contrario non saremo ascoltati dal governo e ci beccheremo le denunce da tutti quanti''. I tassisti napoletani in particolare hanno minacciato di bloccare la loro citta', se il decreto sulle liberalizzazioni non recepira' le loro richieste. Pur restando la diversita' di posizioni sul ruolo da affidare all'Authority sui trasporti (avrebbe sei mesi di tempo per mettere a punto l'ipotesi di cogestione dell'incremento delle licenze), su chi deve concedere le licenze (i tassisti chiedono una cogestione tra Comuni e Authority), Cisl e Cgil ritengono che si potra' continuare a discutere sull'interpretazione del decreto a condizione che si abolisca la norma che prevede il cumulo delle licenze (la possibilita' per i titolari di averne piu' di una).

Ieri Monti e' stato ricevuto al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano a cui ha illustrato il decreto sulle liberalizzazioni e l'esito del suo colloquio a Londra con il premier britannico David Cameron. Secondo le indiscrezioni, il presidente del Consiglio avrebbe ricevuto apprezzamento per la linea scelta dal governo per movimentare mercato e consumi interni. Nel pomeriggio era nata una polemica perche', secondo fonti del Pd, il ministro dello Sviluppo Antonio Catricala' avrebbe avuto incontri riservati sulle liberalizzazioni con   Pdl   e  Terzo polo . A sollevare la questi one e' stato Francesco Boccia, deputato pi ddino: ''Questo e' il governo Monti e l'unica persona abilitata e autorizzata a fare compromessi partitici e' il  presidente del Consiglio. Sulle liberalizzazioni la posizione del Pd e' chiara: si aprono tutti i mercati chiusi e non si fanno sconti a nessuno''. La risposta e' arrivata da un vertice del Pdl che si e' svolto a Palazzo Grazioli, nel quale  Silvio Berlusconi  avrebbe precisato di non avere intenzione di staccare la spina al governo e di puntare a liber alizzazioni utili riguardanti tutte le categorie, non solo taxi e farmacie. Posizione ribadita dal segretario Angelino Alfano che non ha smentito gli incontri con Catricala'. 

E' intanto iniziata la  protesta dei benzinai  contro la parte del decreto che li riguarda. Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl hanno dichiarato ''l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali e autostradali di distribuzione dei carburanti per dieci giorni perche' il decreto non conterrebbe nessuna liberta' per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni piu' convenienti''. Si tratta di una decisione, precisano le associazioni dei benzinai, presa contro un governo ''che fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate''.

 In agitazione pure il settore delle farmacie.  Secondo Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, ''il decreto liberalizzazioni dice una cosa ma ne fa un'altra: cosi' come e' strutturato, secondo le indiscrezioni di queste ore, il testo pone degli obiettivi di apertura di nuove farmacie difficilmente raggiungibili e, di fatto, apre la strada alla completa liberalizzazione della fascia C dei farmaci'' (quelli con obbligo di ricetta medica).

 Monti  sara' ospite in diretta questa sera della trasmissi one ''Otto e mezzo'' su  La7.