I dolori di Turbolente e le ambizioni di Lucarelli

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Nonostante sia stata annunciata da tempo, la nomina di Simone Turbolente a direttore delle relazioni esterne di Acea proprio non arriva. Lo scriveva ieri il portale di gossip Dagospia il quale spiegava che il giovane Simone è stato dichiarato “non idoneo” da una società esterna di head hunter che seleziona gli alti profili professionali per la multi-utility capitolina.

Eppure Alemanno nei giorni scorsi aveva fatto il diavolo a quattro con il presidente dell'Acea Giancarlo Cremonesi il quale evidentemente ha altre gatte da pelare ad esempio con i controlli sulle sponsorizzazioni. Ma Gianni è tenace ed in qualche modo piazzerà il suo pupillo, naturalmente con il solito stipendio a cinque zeri.

Ma in questi giorni fra i fedelissimi del sindaco a creare scompiglio vi è anche il capo della sua segreteria Antonio Lucarelli, che dopo aver sgobbato come un negro per reggergli la coda accumulando un discreto potere personale, scalpita per diventare deputato alla prossima legislatura. Un bel salto di carriera per un personaggio che solo dieci, dodici anni fa si occupava di punti verdi qualità, per passare al prestigioso incarico di portavoce di Forza Nuova e transitare poi fra i manipoli di Storace. Tanto che non sono in pochi, fra i suoi camerati, a chiedersi come diavolo abbia fatto ad arrivare fino a lì. E' scontato che Lucarelli alle elezioni ci arriva senza fare la fine di Turbolente e di tutti quelli, dirigenti, assessori, presidenti ed amministratori di società ecc. ecc., che sono stati spazzati via come foglie secche da un sindaco spesso ingrato.

Intoccabile anche la fedelissima segretaria particolare del sindaco Laura Mangianti depositaria di tanti segreti, protetta e addirittura socia in qualche attività dell'on. Barbara Saltamartini. Eppure le ambizioni di Antonio turbano il pensoso sindaco. Infatti la sua cosiddetta corrente a Roma elettoralmente conta poco. Tanto che alle recenti Europee ha fatto passare a malapena Potito (detto Tito) Salatto al quinto e ultimo fra tutte le correnti del Pdl e con al primo posto la Angelilli sostenuta da Augello. Mentre la Rauti, sua moglie, è entrata alla Pisana giusto per la lista bloccata. A livello nazionale il sindaco peggio si sente fra la diffidenza di Alfano ed il gelo di Berlusconi dopo le sue incaute battute nei confronti del Cavaliere.

E poi ci sono gli ex aennini, quelli forti davvero, dai denti aguzzi come Rampelli e lo stesso Piso che sta facendo decisamente rotta verso Augello. Con Alemanno restano Biava e la Salmatirni eletti peraltro fuori dal Lazio. Insomma con tutta questa folla posto in piedi e con un voto che per il Pdl non si presenta debordante, dove lo trova un buco da deputato per Lucarelli? Per uno che nemmeno vanta un passato degno di tale nome in Alleanza Nazionale per non parlare del defunto MSI? L'unica fortuna di Antonio è che non dovrà passare all'esame di nessuna società di head hunters perché, si sa, in Parlamento arrivano anche i peggiori.

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