Ama premia anche il “povero” Andrini

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C'eravamo convinti, e lo diciamo sinceramente, che Stefano Andrini non se la passasse bene quando ha preteso un risarcimento danni di 45 mila euro da “Cinque Giorni”. In fondo ci eravamo limitati a ricordare i suoi trascorsi di picchiatore fascista che terrorizzavano gli avversari e lui ci ha accusato di averlo definito 'terrorista', mentre evidentemente picchiatore dovrebbe essere un titolo di merito.

Certo, una faccenda di tanti anni fa che gli costò una fuga in Svezia con il gemello e una successiva condanna per aver ridotto quasi in fin di vita due 'zecche', come chiamavano (e ancora chiamano, almeno a sentire alcune irose esternazioni della presidente Polverini ri-portate dalla stampa, i destrorsi) i militanti della sinistra estrema.

E c'eravamo pure commossi di fronte al presumibile stato di indigenza di Stefano dopo la sua cacciata per un improvviso, quanto ormai raro, scoppio di indignazione antifascista che lo dimissionò dalla carica di amministratore delegato di AMA Service. Con l'andar del tempo scoprimmo tuttavia che era rimasto dirigente in quell'azienda, ma soprattutto scoprimmo che aver avuto dei precedenti del tipo di quelli di Andrini pare arricchisca lo skill professionale e la stima delle alte sfere del Campidoglio.

Tipico il caso di quel Bianco di Tivoli recentemente gambizzato, pare da un camerata incazzoso, e che vanta qualche condanna per storie altrettanto antiche di terrorismo nero. Ma, ripetiamo, sono cose che risalgono a tanti anni fa e lunga sarebbe la lista dei 'benemeriti' beneficati dall’attuale amministrazione capitolina.

In fondo, abbiamo pensato, l'omo ha da campà soprattutto se tiene famiglia e ci siamo predisposti per un faccia a faccia con l'Andrini 'offeso' in tribunale, per tentare di non dargliela vinta. Ma quando abbiamo appreso che Stefano rientra fra i beneficati dai 688 milioni di prebende elargite dal presidente Benvenuti e dal direttore generale Cappelli ai dirigenti dell'AMA per aver ridotto Roma ad un monnezzaro, non abbiamo potuto frenare un fremito di malinconico stupore. Eh sì, perché l'Andrini, per meriti che qualcuno si degnerà di spiegare alla pubblica opinione, si becca un super minimo di 3500 euro come premio per la sua indefessa attività nel corso del 2011.

Così, abbiamo pensato malignamente, dismessi gli eroici furori del suo passato nero, Stefano ha cominciato a farsi i conticini per bene.  Così fra lo stipendio di dirigente, il superminimo dell'azienda ed i 40.000 che vuole cuccarsi da Cinque campa e campa alla grande. Repubblica di ieri, che ha pubblicato la bella (per Andrini) notizia se la prendeva con il dg Cappello del quale in Amsa e A2A di Milano ci avevano parlato tanto bene  nel corso di una nostra intervista apparsa sulla nostra edizione milanese. Oh bella, ci siamo detti, un dg che viene da Milano e finalmente mette un po'd'ordine dopo la parentopoli romana. Errore. E ci siamo chiesti il perché di tanta generosità. Vuoi vedere, ci siamo detti, che qualcuno sta pensando di rivedere gli assetti dei vertici Ama? In tal caso i dirigenti vanno tenuti tutti in buona e addirittura premiati.

Così anche il fascista Andrini che nell'azienda capitolina della nettezza urbana è riuscito a ripulirsi, mondandosi dei peccati di gioventù.

             gl