Alemanno prova a farsi ricordare

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Iniziano le danze ed il buffet si apre. Invitati eccellenti gli onorevoli consiglieri di Roma capitale che ieri discutevano  le 18 delibere urbanistiche delle 40 in ballo da mesi. L'orchestra attacca nel tardo pomeriggio con la presenza di 30 consiglieri della maggioranza, quasi al completo, quindi la discussione si concluderà a tarda notte. Ma il mancato rinvio del Consiglio in seconda convocazione, come spesso è avvenuto, dimostra che l'accordo è fatto. Scorrendo le  18 delibere all'odg c'è ad esempio l'inizio dei lavori a Colle Fiorito; il Piano di Assetto Generale per lo sviluppo territoriale ed edilizio della Sapienza; la contestatissima (dai residenti) riqualificazione dell'Esquilino; una variante urbanistica a Spinaceto; un'altra variante urbanistica alla Pisana; la convenzione per la 'Cittadella della Piccola e Media Industria' ex area Nuova Fiorentini al Tiburtino.

E ancora un po' di varianti al Piano Regolatore a Settecamini Casal Bianco, Torraccia, Via di Tor Cervara, Casale Nei, Casale Rosso, Cesano, Ponte di Nona, Rocca fiorita, Lunghezza, Casal Verde, Romanina, Acilia Saline Malafede, Muratella, Massimina, Borghesiana Pantano, Osteria del Curato, Monte Stallonara, via Ponderano, Cerquetta. Last but not least, l'accordo di programma per l'area dell'ex Velodromo Olimpico all'EUR. Businnes ricco mi ci ficco. Manca, almeno per ora, la riconversione dell'edificio storico di via del Gambero  che probabilmente passerà al vaglio dell'Assemblea in un prossimo futuro.  L'impressionante mole di lavoro che  impegna i consiglieri prelude, volenti o nolenti, ad un vasto riassetto urbanistico,  giustificato da un rilancio dell'economia con decine di nuovi cantieri. Che poi questo consumo spietato del territorio comporti un reale rilancio dell'economia è tutto da vedere.

Quello che invece risulta ben chiaro è che un'operazione di queste dimensioni non può passare senza la benevolenza della opposizione. Anche se tutto pare ormai deciso, rimane ancora sospesa la delibera Cam sui mercati di Via Antonelli, via Chiana e Magna Grecia. Operazione immobiliare in pieno centro storico che sarebbe garantita dagli impegni assunti dall'amministrazione Veltroni sul Piano dei Parcheggi, ma che a giudizio di molti comporterebbe un bando di gara pubblico. Qui, dopo il rimpallo fra tre commissioni consiliari, non si riesce ancora a sciogliere un nodo troppo importante per non meritare un'attenzione bipartisan. Tocca uscirne, ma come? Una via per passare questa delibera  direttamente all'Aula saltando i pareri di commissione, forse è già stata trovata.In tal caso  i giochi sarebbero fatti in barba all'agitazione dei mercatari e ai pareri, ultimo pendente, dell'Avvocatura Generale del Comune.

Ma al di là della CAM, questa mole di delibere segnerà gli impegni della futura amministrazione, che sia ancora governata da Alemanno o meno. Quindi una pesante ipoteca sul futuro urbanistico della città che si sta 'inverando' senza tanto clamore. Si compie così il ciclo del regno Alemanniano, della sua Giunta e di questo Consiglio di Roma Capitale che non passeranno certo alla storia per l'impegno sociale e solidale sinora profuso o per la promozione della cultura o ancora per la progettazione e la pianificazione degli interventi, ma, tout court, per le concessioni urbanistiche ai costruttori. Naufragano così nel piccolo e scontato cabotaggio i sogni di Grandeur di Gianni Alemanno conclamati con grande dispiego di mezzi, ma consumati nel grande business delle varianti al PRG.

                                                                                                       Giuliano Longo