Maltempo: Pinocchio-Alemanno e le colpe degli altri

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Finalmente abbiamo scoperto la verità. Ce l'ha rivelata Pinocchio Alemanno sventolando un pezzo di carta, come al solito di fronte alle compiacenti telecamere del Tg1 delle 13.30. La colpa del disastro che rischia di paralizzare Roma per almeno tre o quattro giorni, è del capo della protezione civile Gabrielli che non gli avrebbe comunicato la consistente importanza del fenomeno nevoso.

E pensare che, centimetro più centimetro meno, sarebbe stato sufficiente consultare Sky meteo o meteo Rome su internet per capirne qualcosa, senza essere il mitico colonnello Bernacca. Di mitico purtroppo c'è solo questo sindaco che promette cabine di regia evidentemente malmesse peggio di una baracca nell'Agro. Che governa assessori incapaci quali Ghera, che promette montagne di sale inesistente, o Aurigemma, che fa rientrare tutti i bus venerdì sera, bloccando anche oggi la circolazione dei mezzi di superficie, per presumibile mancanza di catene o pneumatici da neve. La sua affascinante vice, Sveva Belviso, se ne va invece su Rai due a lanciare gridolini di entusiasmo per l'efficienza dell'amministrazione, proprio mentre Roma sprofonda nel caos e migliaia di cittadini affrontano l'esodo del rientro a casa. Il tutto fra gaffes da avanspettacolo come quando, sempre in TV, Gianni addita come degli spazzaneve semplici le ruspe da rimozione terra. E pensare che Pinocchio di neve dovrebbe intendersene date le sue frequenti comparsate a Cortina organizzate dall'amico Cisnetto. Eppure quando si tratta di fare propaganda Gianni è di pensiero rapido e di lingua sciolta tanto da puntare immediatamente il dito, sempre dalle televisioni compiacenti, contro la Provincia di Zingaretti che non pulisce le strade di sua competenza, facendo finta di ignorare che i 90 mezzi della Provincia erano già all'opera da tempo e dimenticando che molte strade sono di competenza regionale e che gli accessi al GRA li deve pulire lui.

Domani è probabile che nevichi ancora e vedremo cosa succederà. Confidate nel Buon Dio, nelle preghiere del Papa e nell'intervento delle guardie svizzere dopo la miracolosa scomparsa dei vigili dalle strade. Rassegnatevi, la capitale non è in grado di affrontare emergenza alcuna, acqua o neve che sia, perché oggi è affidata ad assessori che nemmeno hanno la dignità di dimettersi e a un sindaco che, anziché rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per porre immediatamente rimedio al malfatto, si arrampica sugli obiettivi delle telecamere accusando il destino cinico e baro, la protezione civile, Zingaretti e la sfiga. Proprio come Pinocchio al cospetto di Geppetto o della Fatina Azzurra, la colpa è sempre degli altri. E il naso gli cresce lungo lungo…