Neve, Sulpm: \”indegne accuse a vigili urbani\”

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"Tentare di addossare la colpa dei guai di Roma di questi giorni ai vigili urbani sembra fatto apposta per trovare un alibi ai veri colpevoli: che vanno ricercati fra chi non ha saputo dare le giuste indicazioni e direttive rispetto agli eventi metereologici. Si deve avere il coraggio di alzare la mira, troppo facile invece sparare su questi lavoratori che sono l'ultima ruota del carro e soprattutto sono quelli che si sono bagnati sotto la neve. Il problema degli ingorghi romani va fatto risalire all'impraticabilità delle strade più che i Vigili Urbani: servivano spazzaneve e spargisale". Così in una nota Alessandro Marchetti, segretario generale aggiunto del Sulpm.

"Per capire poi perché qualcuno non ha visto i Vigili Urbani – aggiunge Stefano Giannini, segretario romano del Sulpm – si rapporti il numero delle pattuglie con il numero delle migliaia di strade della Capitale, dove comprendiamo che ognuno avrebbe voluto avere un Vigile personalizzato. Nella mattinata avevamo in strada 300 autopattuglie e cento pattuglie a piedi, nel pomeriggio 220 autopattuglie e 80 appiedate.

Nella notte fra il 3 e il 4 febbraio c'erano circa 130 pattuglie, richiamati peraltro in pronta reperibilità per l'evento. Siamo intervenuti d'iniziativa e su chiamata, segnalando alla nostra Centrale Operativa ogni ramo o albero caduto, ma non possiamo certo noi toglierli dalle strade. Ma c'è di più, nella notte fra il 3 e il 4 febbraio abbiamo riaccompagnato nelle loro case almeno un centinaio di persone, anziani e donne, rimaste intrappolate a piedi nella neve e abbiamo cercato di non lasciare nessuno da solo. Le accuse verso di noi, che invece eravamo sotto la neve, sono davvero indegne".