Strade, dov’è il piano manutenzioni?

0
32

Ormai è evidente che i danni sul manto stradale, i marciapiedi e quant’altro siano ingenti dopo le nevicate e ancor più ingenti diverranno con il gelo che sta attanagliando la capitale.

Un manto stradale «oggi ancor più aggravato da crepe, buche e avvallamenti» come osserva acutamente Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale. Affermazione che rappresenta plasticamente un fallimento, tanto che secondo Santori «è quanto mai improcrastinabile avviare il piano di manutenzione stradale messo in campo dal Campidoglio per garantire interventi di ripavimentazione delle strade e per il risanamento della viabilità, oggi caratterizzata da buche sempre più pericolose che attentano alla sicurezza di automobilisti e centauri. Non possiamo permetterci di perdere tempo, continuando a contare il numero delle vittime della strada», spiega, «è ora di intervenire prima che sia troppo tardi e all’effetto neve si aggiunga quello connesso all’arrivo di ulteriori piogge e delle stagioni calde».

Un allarme che si leva da un autorevole esponente della maggioranza. Ma questo piano esiste veramente? Facciamo un po’ di storia. Agli esordi di questa amministrazione Alemanno decise di revocare il cosiddetto “appaltone” all’imprenditore e costruttore Romeo che proprio in quel periodo incappava in alcune vicende giudiziarie. In onore alla trasparenza e in polemica con il suo predecessore Veltroni, Alemanno decise di smembrare la manutenzione stradale in otto appalti. Il 20 maggio del 2009 poteva così proclamare che questo modello «soddisfa due esigenze: un ampio coinvolgimento della piccola e media impresa romana perchè il patrimonio stradale è diviso in otto lotti e non c’è nessun maxiappalto e la garanzia dell’unitarietà del servizio. Uno dei difetti della Romeo gestioni è che il controllore era anche il controllato ora, il Sistema Centrale di Gestione, è tutto in mano all’amministrazione che fa da garante al funzionamento del sistema». Insomma, una vera e propria svolta contrassegnata tuttavia da una anomalia. Infatti le otto società appaltatrici hanno sottoscritto polizze fideiussorie per garantire la buona esecuzione dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, ma le hanno sottoscritte, e qui sta l’anomalia, con la società di assicurazioni del Comune stesso, l’AdiR. Che è un po’ come se il Campidoglio assicurasse se stesso per lavori di terzi.

A voler essere pignoli si potrebbe anche ricordare che che AdiR si rende garante per i suoi soci che sono tutte società comunali e non per imprese private, ma forse questo è irrilevante. Sia come sia, è arrivata la neve, una sorta di prova del 9 per la manutenzione finita come tutti sanno. In quei giorni il Corriere della Sera denunciò che «la manutenzione stradale ha fatto anche litigare due assessori. Nella notte di sabato, c’è stato uno scontro tra Marco Visconti (Ambiente) e Fabrizio Ghera (Lavori pubblici). Col primo ad accusare il secondo per la situazionestrade, e il secondo a replicare che le vie (di sua competenza) erano pulite, mentre i problemi erano sui marciapiedi (gestiti dai Municipi) ». E mentre gli assessori litigavano, si venne a sapere che il sindaco aveva chiesto aiuto al presidente dei costruttori Batelli per l’impiego di uomini e mezzi delle imprese per far fronte all’emergenza. Fu a questo punto che ad alcune associazioni di consumatori sorse il dubbio che qualcosa non avesse funzionato proprio con le otto ditte alle quali è stata affidata la manutenzione stradale. Partirono degli esposti alla Procura e l’opposizione con Esterino Montino, capogruppo del Pd alla Pisana, parlò di uno stato delle manutenzioni che «grida vendetta». Montino infatti, già assessore capitolino ai lavori pubblici, si era reso conto personalmente di quali sono le ditte che eseguono i lavori stradali. «Sono una ventina – dichiarò – sempre le stesse, e non è escluso che ci siano anche degli incroci con ditte che appartengono agli stessi proprietari». Di qui la richiesta di una commissione di inchiesta.

Oggi veniamo a scoprire che anche Santori avanza seri dubbi sulla manutenzione stradale, oltre i limiti del tollerabile. E l’assessore Ghera? Dopo il disastro neve qualcuno ne aveva chiesto le dimissioni, oggi Santori lo invita a rimboccarsi le maniche. Lui tace.

G.L.