Si aprono crepe sulla delibera Cam

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Se è vero, come scrive il Coordinamento dei Comitati “No Pup”, che il coordinamento stesso è apartitico, è anche vero che la campagna sostenuta da questo giornale non è pregiudizialmente contraria ai parcheggi sotterranei se in funzione della pubblica utilità e non finalizzati alla mera speculazione, per cui notiamo che sino ad oggi anche l'ipotesi dei posti macchina a rotazione sembra ad esempio dispersa nelle nebbie delle polemiche. Resta il fatto che l'abbattimento dei mercati di via Antonelli, Chiana e Magna Grecia non indicano la volontà di risolvere in forme più moderne ed innovative (europee) quell'annoso problema, ma solo di consentire nuove costruzioni sulle loro macerie in spregio alle procedure di bando e allo stesso piano regolatore.

Sulla delibera Cam si vanno comunque aprendo vistose crepe nella maggioranza trasversale che dava per scontata la sua approvazione, e questo è già un buon risultato nella battaglia per la trasparenza e la legalità. L'altro ieri il Coordinamento (apartitico) si rivolgeva ai candidati delle primarie dei Democratici con una lettera aperta dove si ammetteva "che i problemi sollevati dal Pup, pur non essendo tra i più drammatici della città, possono rappresentare in modo significativo alcune logiche che hanno accompagnato Roma in questi anni, anche nel lungo periodo di amministrazione del centro sinistra”. E sosteneva che l'attuale Piano Parcheggi a differenza di altre città, ha assegnato ai costruttori spazi pubblici senza gare, “assecondato localizzazioni che non rispondevano ad alcuna pianificazione, consentito la vendita dei box a prezzi di libero mercato a fronte di oneri concessori risibili…".

La lettera aperta ha sollecitato le risposte dei vari candidati che nella sostanza hanno insistito sul concetto di condivisione delle scelte e poco più. Ben più concreta è stata ieri la denuncia del consigliere del Pd Athos De luca che ha espresso parere contrario alla delibera, pur non facendo parte della Commissione Urbanistica che ha dato il suo placet. De Luca cita le tre perizie giurate di un noto studio di architettura di Roma, che con una dettagliata relazione tecnica, dichiara irrealizzabili i parcheggi nel sottosuolo di tre storici mercati romani: in Via Magna Grecia, Via Antonelli e Via Chiana. Perizie delle quali aveva scritto Cinque Giorni già tre mesi fa senza suscitare eco alcuna. De Luca ci racconta che la delibera n. 129 da sottoporre al Consiglio «malgrado sia stata giudicata da tutti i membri della Commissione, Presidente incluso, “anomala” ha ottenuto a maggioranza un “ulteriore iter” per l’esame dell’Assemblea».

Mentre la Commissione Patrimonio (che fa riferimento all’assessorato dell’On. Antoniozzi) aveva a suo tempo sollevato tutta una serie di eccezioni di legittimità che ancora devono avere una risposta. «Se si pensa – prosegue De Luca- che il presunto diritto della Società Cam a valorizzare questi tre mercati, attraverso la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo, nasce da due PUP di Via Aldo Ballarini e Via dei Giochi Delfici, che la Società Cam, ha comprato nel 2003 e 2007 da altre Società e poi delocalizzati sotto suddetti mercati, si comprenderà le perplessità sui diritti acquisiti». Oibò, Allora il diritto acquisito dalla Cam è tutto da verificare. E’ a questo punto che De Luca tocca il nervo scoperto del problema perché «il vero obbiettivo della Cam è quello di servirsi dei Pup in nome dell’emergenza traffico (che è l’unico strumento che dovrebbe legittimare l’affidamento senza gara), per aprire i tre cantieri e poi trovare soluzioni possibili per la permuta con il Comune, tant’è che in Commissione Urbanistica, gli uffici hanno riferito (a verbale) che il Sindaco in una riunione ad hoc sulla vicenda, avrebbe posto l’ipotesi di demolire tutto e ricostruire!!! E la Società avrebbe avanzato l’ipotesi di realizzare, sotto il mercato di Via Magna Grecia, sette piani di parcheggi e sopra, appartamenti di lusso, in cambio di 350 alloggi in housing sociale!!». I punti esclamativi sono del consigliere. Allora, sarà pure una delibera di indirizzo quella che è stata votata a maggioranza, ma il risultato, alla fine della fiera, è quello di far acquisire un “diritto” alla CAM per mettere mano, anzi ruspa, sui tre mercati.

Giuliano Longo