METRO C, Bortoli contrario al Project Financing

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Si sta decidendo in queste ore il destino di Federico Bortoli, l’amministratore delegato di Roma Metropolitane, dimissionario in seguito agli attacchi subiti dopo l’uscita della relazione della Corte dei Conti sulla Metro C.

Sulle reali motivazioni del suo plateale gesto è stata calata una vera e propria cortina fumogena. L’unico giornale che ha rivelato il presunto retroscena è stato Repubblica, dalle cui pagine Giovanna Vitale, sempre bene informata sui retroscena del Campidoglio, ha raccontato di un braccio di ferro tra Bortoli e Alemanno, imperniato sulla volontà del sindaco di tenere segreto un documento esplosivo sul Project Financing proposto dal General Contractor che sta realizzando la Linea C della Metropolitana di Roma. Una proposta che vedrebbe la tratta centrale della nuova linea realizzata dal costruttore, in cambio della gestione dell’intera linea per 25 anni e della cessione di aree sul territorio cittadino per 15 mila metri quadrati. Ma il documento segretissimo è in realtà di dominio pubblico, scaricabile sia dalla banca dati della Corte dei conti, sia dal sito internet dell’Espresso. Evidentemente qualcuno ha divulgato a Repubblica una falsa motivazione, per coprire i reali retroscena dell’ennesima rottura tra l’amministratore di una municipalizzata e Alemanno. Nel frattempo, dalle colonne del Corriere della Sera, Bortoli racconta la sua verità. Una verità che probabilmente va letta tra le righe. Dietro alle recriminazioni sulla mancata difesa dagli attacchi mediatici al suo lavoro sembra celarsi dell’altro. A quanto pare Bortoli sarebbe stato lasciato solo da tutti a reggere le pressioni provenienti dai componenti dell’Ati che realizza Metro C: Astaldi, Vianini (Caltagirone), Ccc, Cmb e Ansaldo Sts. Tutti “grandi elettori”, ai quali la politica locale, al di là dell’indignazione di facciata per le richieste fatte, ha da sempre difficoltà a dire di no.

Del resto altri prima di Bortoli si sono ritrovati in difficoltà per aver cercato di ostacolare il Poject Financing della Metro C. Adalberto Bertucci, Sergio Marchi, Maurizio Basile. Ognuno di loro aveva espresso contrarietà o perplessità sulla proposta dei 25 anni di gestione affidata ai costruttori. E ognuno di loro è stato accompagnato alla porta. Adesso, forse, toccherà a Bortoli. Ammesso che un brillante manager cinquantenne nel pieno della sua carriera e che gode di un consenso trasversale che parte da Gianni Letta per arrivare a Romano Prodi, passando per l’ex Ministro Lunardi, sia disposto a fare da capro espiatorio. Ma Alemanno a certuni non può certo dire no, soprattutto a un anno dalle elezioni comunali. 

Valerio Fiorentino