“La Destra” attacca Ester Mieli

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Non è per soldi nè per amore, ma il capogruppo de La Destra, Dario Rossin, ha presentato un’interrogazione urgente relativa alle prestazioni lavorative della nuova portavoce del sindaco Ester Mieli, rea di essere intervenuta alla costituente del Partito democratico con un proprio discorso nello spazio riservato ai delegati.

Inoltre Rossin segnala che su varie testate giornalistiche si fa riferimento alla nuova portavoce come a una “creatura politica” (sic) di Veltroni e «appare quindi stravagante – lamenta Rossin – dare la sensazione che in tutta la città di Roma non esista un giornalista di orientamento politico vicino al sindaco attuale e non a quello passato». Non dubitiamo che valenti giornalisti possano essere trovati fra i seguaci di Casa Pound o de er Popolo de Roma il cui leader Giuliano Castellino vanta tale qualifica. Più opportuna, ma La Destra avrebbe potuto farlo anche per il precedente responsabile del servizio, l’interrogazione sul costo della prestazione della Mieli, e se è stata informata che il suo impegno non durerà più di un anno. Richieste lecite sempre che il predecessore Simone Turbolente non abbia lavorato gratis. Ma oltre questi limiti sarà inevitabile la reazione dell’interessata con la quale anche questo nostro quotidiano ha avuto a che dire. Infatti Cinque Giorni fu accusato di anti semitismo e sbattuto sulle pagine di Libero con tale qualifica. Il suo direttore responsabile fu addirittura richiamato dall’Ordine dei Giornalisti, solo per aver osato constatare la vicinanza della Comunità Ebraica e del suo presidente Pacifici a questo sindaco dal passato fascista quando Ester Mieli collaborava con Gianni “solo” in qualità di “problem solving”.

Non è dato sapere quali problemi gli abbia risolto, ma è chiaro che i suoi meriti professionali, allora tirati in ballo in risposta a Cinque Giorni, dovrebbero anche essere sbandierati sotto il naso di Storace. Attendiamo quindi una ferma presa di posizione della Comunità nei confronti di chi dell’antifascismo non fa certo fa un valore fondante. Giusto per ristabilire le proporzioni fra chi è amico della comunità e chi tira in ballo la sinistra per colpirla. 

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