Gli errori del passato dietro i ritardi della B1

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Dopo gli annunci di apertura andati a vuoto, e dopo il ritardo sull’acquisto dei 15 treni fondamentali per l’esercizio, nuovi problemi flagellano la linea B1 della metropolitana di Roma. Dietro alla chiusura di domenica scorsa della Linea B tra Castro Pretorio e Rebibbia per ragioni tecniche, si nascondeva in realtà la necessità di rimediare a scelte errate fatte negli anni scorsi.

A far emergere la realtà è stato il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valeriani. Infatti pare proprio che alla chetichella sia stato sostituito il “telecomando” che gestisce il traffico della metro B, che in teoria era già pronto per la linea B1. Uno “scherzetto” da più di 4 milioni di euro, come denuncia Valeriani il quale ricorda che solo nel luglio del 2009 veniva attivato “il vecchio telecomando” realizzato per la modica cifra di 4.500.000 di euro più iva. «Esborso rilevante –prosegue il consigliere del Pd – perché il vecchio strumento conteneva già le caratteristiche per gestire la futura diramazione del nuovo tracciato. È uno scandalo che un sistema così sofisticato e importante sia stato acquistato con un ingente investimento e mai utilizzato nel pieno delle sue potenzialità e ora debba essere sostituito con uno nuovo». Già nelle scorse settimane Valeriani aveva denunciato la richiesta di Ansaldo Breda di sostituire il vecchio sistema fornito da Alstom nel 2009, segnalando anche il rischio di creare un monopolio nella fornitura dei sistemi di controllo delle metropolitane. Apparentemente la sostituzione è a costo zero perché a carico dell’impresa che sta realizzando i lavori. Di fatto, essendo quei lavori pagati con soldi pubblici, forse è a costo zero per il Comune di Roma, ma non per i cittadini. Anche perché ai soldi spesi per il nuovo “telecomando” vanno sommati quelli del servizio sostitutivo fatto da Atac. Quello chi lo paga? Ma quello del sistema di controllo sembra non essere l’unico problema che angustia i tecnici.

Secondo quanto denunciato dal free press Leggo, a togliere il sonno agli ingegneri di Atac sarebbe lo scambio che a piazza Bologna dovrà deviare i treni sulla nuova diramazione. Il meccanismo, anch’esso realizzato da Ansaldo, sarebbe infatti delicatissimo e basterebbe un residuo ferroso per mandarlo in tilt. Se non verrà trovata in fretta una soluzione al problema – già verificatosi su uno scambio identico sulla linea rossa della metro di Milano – l’apertura della B1 potrebbe slittare ulteriormente.

Valerio Fiorentino