Ara pacis, tutto fermo per il sottopasso

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Che ne è del sottopasso dell'Ara Pacis che Alemanno andò strombazzando per settimane quale miracolo della moderna urbanistica? Sappiamo per certo che Italia Nostra su quel sottopasso e relativo parcheggio scatenò l'ira di Dio facendo addirittura convocare l'ottobre scorso la commissione trasparenza e garanzia del Consiglio contestando il rispetto dei vincoli, sino agli inizi di questo mese quando ne chiese addirittura l'annullamento. Il bando era stato predisposto dalla società del Comune Risorse S.p.A. che evidentemente, anche a giudizio degli imprenditori, avrebbe sbagliato sulle distanze dello scavo dal tronco dei patriarchi del Lungotevere.

Nel bando risulterebbero poi pendenze eccessive per consentire la “terrazza” davanti alla teca di Meyer. Per non parlare della grave incognita sulla reale posizione del collettore e di tutta la rete fognaria. Ma quello che mette più in difficoltà i costruttori è l' omissione nel bando dell’esistenza dei vincoli paesaggistici e storico-artistici a norma del Codice dei Beni Culturali. Questa situazione determinerebbe pesanti incognite sulle procedure preventive di scavi archeologici prescritte dalle leggi vigenti, mentre non sarebbero stati coinvolti gli uffici comunali preposti ad esprimere pareri vincolanti in materia. Insomma un bando che appare redatto in fretta e furia con l'approssimazione che contraddistingue questa amministrazione capitolina. Ma facciamo un passo indietro. Nel febbraio dello scorso anno sulla gazzetta Europea veniva pubblicato il bando che prevede un tunnel di 600 metri da ponte Cavour a ponte Matteotti con due uscite in Augusta e ministero della Marina. L'abbattimento di gran parte del muretto che affianca la teca del Mayer e la costruzione di un parcheggio da 308 posti auto alle spalle del liceo artistico di Ripetta. Il valore delle opere è di oltre 26 milioni dei quali 15 solo per le strutture viarie. Meccanismo di finanziamento, quello ormai abusato da questa amministrazione (con esiti ancora tutti da verificare) del project financing. Il vincitore della gara dovrebbe infatti rientrare dai costi di tutta l'operazione con la vendita di 120 posti auto e l'affitto a rotazione degli altri 188. Parcheggi d'oro a quanto pare se le previsioni di incasso consentono di coprire spese milionarie.

Agli inizi di settembre dello scorso anno l'impresa Todini si aggiudica il bando e Alemanno annuncia l'apertura dei cantieri per l'inizio del 2012. Ed è proprio a questo punto che si scatena l'opposizione degli ambientalisti e dei comitati dei cittadini che contestano il progetto. E i lavori? Dei lavori ancora poco o nulla perché pare proprio che le obiezioni degli oppositori all'opera, soprattutto sui vincoli ancora da verificare, siano del tutto fondate. Potrebbero così andar deluse le ossessioni di un sindaco che da quando è asceso al Campidoglio, non vedeva l'ora di mettere in qualche modo le mani sull'opera voluta da Veltroni. Non è riuscito a spostare la teca, ma forse riuscirà per un po di tempo a deturpare l'opera con i cantieri bloccati.