Regione, confermate le risorse. Per la Cisl mancano 180 posti letto

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«È stato confermato il riparto che avevamo definito ieri in conferenza delle Regioni, con grande soddisfazione da parte del ministro rispetto a una tempistica rivoluzionaria. Adesso ci attiveremo tecnicamente per renderlo quanto prima possibile autorizzato all'interno della Conferenza Stato Regioni, così siamo liberi anche da questo elemento di discussione per poter procedere ai tavoli sul patto per la salute».

Queste le parole della presidente della Regione Renata Polverini che ha partecipato all'incontro delle Regioni con il ministro della Sanità Balduzzi. Proprio sul patto della salute ha poi spiegato che «nei prossimi giorni inizieremo a parlarne». Ma se l'argomento non era all'ordine del giorno nella riunione col governo, è sulla ripartizione del fondo nazionale che arrivano le osservazioni critiche. Come quelle della Cisl, che pur considerando importante il risultato raggiunto sinora «con l’aumento di circa 200 milioni di euro portando l’intero fondo a quasi 10 miliardi di euro, sia perché è stato riconosciuto l’aumento della popolazione, rispetto agli anni precedenti, di 47.000 abitanti». considera il numero di posti letto che questo riconoscimento potrebbe comportare e che al momento non sono stati riconosciuti al Lazio. Si potrebbe «procedere alla revisione degli standard dei posti letto assegnati secondo il decreto 80 del 2010.

Il riconoscimento di aumento della popolazione di + 47.000 abitanti per il 2012, infatti, permetterebbe un aggiornamento del rapporto popolazione/Posti Letto più vantaggiosa di ulteriori 180 PL(155 circa per acuti e 32 tra Riabilitazione e Lungodegenza), che, se sommati ai circa 330 che il Decreto 80 del 2010 si è riservato di assegnare, portano l’ammontare complessivo a oltre 500 PL come da sempre sostenuto dalla Cisl del Lazio». Il sindacato ha chiesto quindi, al Presidente Commissario di procedere all’aggiornamento del piano di riordino della rete ospedaliera in linea con la popolazione riconosciuta, a vantaggio dei territori provinciali fortemente penalizzati dal precedente decreto andando a privilegiare le strutture ospedaliere capoluoghi di provincia e l’attivazione dei DEA di II Livello, e di accelerare il processo di riconversione delle strutture.