«Che fine ha fatto il teorema della cupola dei vigili?»

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Tutti d’amore e d’accordo: sindaco, Camera di Commercio, forze dell’ordine. L’unico che invece vuole ricostruire la trama degli eventi è proprio Stefano Giannini, segretario romano Sulpm, il sindacato dei vigili il quale in una nota scrive: «Per Confesercenti e Confcommercio non c’è racket, il Prefetto parla di episodi singoli, che fine ha fatto il teorema della cupola di vigili che estorceva denaro e nella quale sembravamo diventati tutti e seimila provetti mafiosi? Ma la realtà era un’altra: c’erano solo 5 indagati e già da diversi mesi, peraltro su indagini eseguite dalla stessa polizia locale, per cui non è ancora chiaro come possa essere stato procurato un allarme sociale del genere».

Le domande ora sorgono spontanee e a tal fine il sindacato presenterà un esposto alla Procura della Repubblica: «Chi sono veramente i mandanti del teorema e chi aveva interesse a delegittimare tutta la polizia municipale di Roma ? Non sarà che si volevano così ottenere controlli meno assidui e competenti su tutto il territorio comunale anche considerando che la soluzione proposta subito, insieme al problema, prevedeva una rotazione estemporanea e immediata di tutti i vigili urbani?». Resta il fatto che comunque vada nell’immaginario collettivo ormai Giuliani è peggio di Riina. «Tutto il fango che hanno gettato addosso a lui, sua moglie e a tutti noi non ce lo toglieranno più – conclude il sindacalista -. Ovviamente non avremo le scuse di nessuno, sempre in attesa del prossimo teorema in cui si tornerà a strumentalizarci accusandoci o di violenze o di corruzione».

Legittima reazione che certamente non coinvolge questo giornale che non si è schierato con la canizza generale, ma invece ha tentato di scorgere dietro l’intera vicenda trame di potere tutte interne al Campidoglio. Ed infatti ribadiamo che chi ha tirato le fila dell’intera storia, facendosela poi sfuggire di mano, null’altro voleva che la destituzione di Giuliani a favore di un comandante più malleabile, soprattutto in vista della scadenza elettorale del 2013. Se poi a decidere della sicurezza della capitale, per quanto riguarda il Comune, sono il vice capo di gabinetto Nardi e il segretario del sindaco Lucarelli, sarebbe opportuno che il Sulpm certi quesiti li rivolgesse proprio a loro.

(gl)