DESTRA SOCIALE – Castellino: Il Popolo di Roma molla Alemanno

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Eh si, con il corteo dei 20.000 di sabato scorso organizzato da Storace e da La Destra le conseguenze fra i camerati cominciano ad avvertirsi e pure pesanti per il sindaco di Roma. Buon ultimo il calcetto assestato sotto la cintura, anzi sotto la fascia tricolore di Alemanno da quel Giuliano Castellino, leader de “Il Popolo di Roma” che ormai si schiera apertamente con Storace.

Da oggi il Movimento dai manifesti dilaganti con la lupa capitolina «prenderà definitivamente il nome di “Destra Sociale” e s’impegnerà da subito a collaborare con tutte le forze di destra; pronti quanto prima a dare forza a quelle formazioni politiche o a quelle realtà che decideranno di essere continuità e rilancio delle istanze nazionali e sociali». Insomma, Castellino molla Alemanno del quale è stato sino a poco tempo fa sostenitore grazie anche ad energici ed onnipresenti camerati sempre al seguito del sindaco. Poi Giuliano getta un occhio al futuro e dice «mentre aspettiamo – soprattutto dai “colonnelli” ex An – che alle parole di apprezzamento seguano segnali politici, il primo passo potrebbe essere quello di superare logiche di corrente o di Partito e qualcuno rinunci, ad esempio, ad una poltrona e faccia spazio nella Giunta capitolina a La Destra». In soldoni finisce per chiedere un assessorato come era stato promesso alla figlia di Almirante in quota Storace.

Poi Castellino non demorde e annuncia che continuerà ad attaccare Zingaretti, dal quale ci risulta si sia beccato qualche querela per quei manifesti redatti dal Popolo di Roma, ma sicuramente ispirati da Alemanno. E comunica un programma politico perfettamente in linea con quello de La Destra storaciana. «Lotta alla clandestinità, preferenza romana e nazionale dell’assegnazioni delle case popolari, nei posti degli asili comunali e nel lavoro, socializzazione delle municipalizzate in perdita, valorizzazione delle periferie e della sua gioventù, chiusura di tutti i campi rom, lotta allo sperpero di denaro pubblico, emergenza casa, caro vita e lotta di liberazione nel mondo della cultura e della meta-politica». Infine ci fa sapere che contro le "beghe da cortile" della politica attuale, degli interessi di bottega o delle poltrone, è giunto il momento di «prendere in mano la bandiera della tecno-ribellione e i vessilli della lotta popolare, della giustizia sociale e della sovranità nazionale». Laddove l'unica cosa poco chiara è la "tecno-ribellione”. Auguri.

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