Alemanno e le pressioni a Minzolini

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Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, come riportava ieri il Fatto Quotidiano, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma per una telefonata all’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Secondo la tesi della procura, Alemanno avrebbe cercato di fare pressione su Minzolini per far sparire una serie di servizi sulle prostitute nella capitale.

Oltre ad Alemanno, a quanto scrive il quotidiano, sono indagati anche Minzolini e l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. I tre risultavano già indagati mesi fa dalla procura di Trani (che contestava ad Alemanno e Minzolini il reato di concussione, e a Letta quello di abuso d’ufficio) per una serie di telefonate intercettate dalla guardia di finanza nel 2009. Dopo la trasmissione degli atti a Roma la procura ha iscritto nuovamente i tre sul registro degli indagati, ma un successivo dispaccio d’agenzia comunicava che la procura sta già valutando la possibilità di concludere l’indagine con una richiesta di archiviazione al gip. Il carteggio riguardante la posizione di Augusto Minzolini, di Gianni Alemanno e dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta è giunto a Roma da Trani alcune settimane fa.

Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pubblico ministero Roberto Felici come prevede la legge hanno provveduto a ripetere l’iscrizione nel registro degli indagati per Alemanno e Minzolini ipotizzando il reato di concussione, mentre per quanto riguarda Letta l’ipotesi è quella di abuso d’ufficio. Secondo i magistrati che stanno svolgendo le verifiche per stabilire la rilevanza penale dei fatti contestati allo stato non ci sono elementi per far prevalere o la tesi penale o quella etica. Comunque una valutazione dovrebbe essere fatta in tempi brevi. Per la deputata del Pd Ileana Argentin dalle intercettazioni emergerebbe un quadro «alquanto grave con il sindaco Alemanno che impone al servizio pubblico, finanziato dal canone dei cittadini, un incomprensibile bavaglio grazie alla complicità dell’ex direttore, condizionando in maniera pesante l’opinione pubblica che non deve essere informata sull’allarme sicurezza, sul degrado e su quanto avviene per le strade della capitale».

«Se dovesse essere confermata la pressione del sindaco Alemanno nei confronti del principale telegiornale del paese – aggiunge la Argentin – ci troveremmo di fronte all’ennesimo sfregio della destra che in questi anni ha tentato di condizionare, minacciare e limitare con disinvoltura l’autonomia e la trasparenza dell’informazione in Rai. Il sindaco Alemanno farebbe meglio a chiarire le sue responsabilità in merito alla cancellazione del servizio del Tg1 che raccontava le “notti romane” perché se il primo cittadino di Roma pretende di dettare la scaletta del più importante telegiornale italiano – conclude la Argentin – vuol dire che si è superato abbondantemente il livello di guardia».