Il Pd ottiene le dimissioni di Orsi, ma fuori tempo

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Ebbene, lo ammettiamo, c’eravamo sbagliati. Così mentre giovedì sera commentavamo per Cinque Giorni la richiesta del capogruppo Umberto Marroni delle dimissioni del consigliere Pdl Francesco Maria Orsi dalla commissione Urbanistica dell'assemblea capitolina, quatto quatto Francesco Maria spifferava la conferma delle sue dimissioni al“Messaggero” col solito pistolotto di autodifesa sulla sua innocenza.

Una vittoria del Pd? Forse, ma come tutte le vittorie qualche ombra si può scorgere. Infatti sempre e solo sul “Messaggero” di giovedi usciva la notizia della presunta sola di Orsi alla Cassa Edile con dovizia di particolari,  la miccia che ha fatto esplodere il compassato Marroni nella richiesta di dimissioni del consigliere Pdl. Eravamo convinti che Francesco Maria avrebbe opposto un minimo di resistenza.

Ma come? Uno come lui, che ha tenuto sotto scacco Alemanno durante il rimpastino in rosa, minacciando di confluire al gruppo misto con i consiglieri Piccolo e Ciardi; uno che aveva (si dice) impedito  la nomina di Gemma Gesuladi al posto del dimissionario Antoniozzi all'assessorato Casa e Patrimonio, molla così con poche e striminzite dichiarazioni ad un quotidiano romano? Possibile che la "moralsuasion" di Alemanno abbia funzionato con tanta immediata efficacia? Certo, un po’ di pulizia si doveva pur fare e poi Francesco Maria non è uno stinco di santo.

Infatti, era il gennaio 2011 quando la finanza fece irruzione a casa sua, mettendo a soqquadro l´ufficio, confiscandogli il computer, agende e documenti. L'´avviso di garanzia parlava di riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti, corruzione, persino di droga, imputazione caduta poco tempo dopo.  E pensare che Orsi, ex carabiniere, ex assicuratore ed infine al fianco del sindaco Alemanno, fu  esponente della nuova corrente “Progetto capitale", mente della lista civica "Amore per Roma" (dove accolse l'ex Idv Gilberto Casciani). Ricompensato con la delega al Decoro e incaricato di organizzare il padiglione Roma all´Expo di Shangai (dove il fantasioso consigliere voleva esporci la Bocca della Verità), sembrava proprio un emergente negli assetti del potere alemanniano.

Diciamo pure che quella perquisizione gli causò un immediato isolamento da parte dei suoi amici di partito del sindaco, eppure rimase componente della delicatis-ima Commissione Urbanistica sino all'altro ieri.

A questo punto sorgono dei dubbi. Perché Il gruppo del Pd non chiese le dimissioni di Orsi dalla Commissione il gennaio scorso? In fondo quell'avviso di garanzia conteneva risvolti ben più pesanti della presunta truffa alla Cassa Edile che è costata a Francesco Maria il sequestro conservativo di alcuni suoi immobili. Perché allora Marroni non minacciò di far disertare i lavori della commissione dai suoi consiglieri? E’ lecito supporre che il capogruppo del Pd abbia voluto togliere (solo oggi) le castagne dal fuoco ad Alemanno che dei dispetti di Francesco Maria si era veramente rotto le scatole.

Qui finisce la vicenda politica, ciò che seguirà sarà solo quella giudiziaria. Ma intanto qualcuno si sarà liberato dall'invadenza chiacchierina del consigliere scomodo e poco presentabile. Ma Orsi non si può proprio lamentare, perché per un anno e passa l'ha svangata e lo stipendio di consigliere gli corre sempre con qualche gruzzolo sicuramente messo da parte.

Giuliano Longo