Alemanno non può ignorare il voto dei romani al referendum

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Il sindaco Alemanno ha fatto sapere che la Giunta prenderà oggi una decisione sul futuro di Acea spa; ma il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani gli ricordava ieri  che si tratta di una vicenda molto delicata e complessa, che riguarda l’azienda più importante del gruppo Campidoglio.

«Non vorremmo – aggiungeva –  che, di fronte a tale questione, l’Amministrazione producesse l’ennesimo pastrocchio e desse ancora una volta prova di scarsa credibilità e insopportabile leggerezza. Acea, per  quello che rappresenta, non può essere ulteriore terreno di eventuali fughe in avanti e retromarce». Ancora più dura la posizione di Legambiente Lazio:  «Alemanno vorrebbe fare carta straccia del voto di un 1.227.000 romani che hanno detto sì ai referendum di pochi mesi fa, esprimendo con chiarezza cristallina la volontà per una gestione pubblica dell'acqua, dei trasporti e dei rifiuti» Lo affermava ieri in  una nota il presidente dell'associazione ambientalista  Lorenzo Parlati. Il riferimento è chiaro e riguarda l'eventuale   cessione ai privati di quote delle aziende capitoline che sta suscitando una forte reazione non solo da parte dalle opposizioni in Consiglio. Anzi, secondo Parlati  per quanto riguarda l'acqua si dovrebbero subito eliminare i profitti dalla tariffa e avviare il processo per la costituzione di una nuova società interamente pubblica. «Questa ennesima discussione assurda avviata da Alemanno va stoppata subito» aggiunge.  Sulla  gestione pubblica dell'acqua, dei trasporti e dei rifiuti, ai referendum i cittadini hanno votato a stragrande maggioranza   per abrogare l'obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, indicando la via delle gestioni pubbliche come quelle da perseguire. Inoltre, come osserva  Cristiana Avenali direttrice di Legambiente Lazio, la privatizzazione dei servizi pubblici è del tutto incostituzionale. «Il voto di oltre un milione di romani va rispettato, per primo dal Sindaco che è stato eletto direttamente da quegli stessi cittadini e non si può beffare della volontà dei romani». «Serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l'acqua -aggiunge-  negli interessi della collettività e con un protagonismo dei cittadini stessi, va subito recuperato un maggiore controllo pubblico delle conferenze d'ambito coinvolgendo i cittadini, con uno sforzo maggiore sulla depurazione».

Ma per Legambiente occorrono anche  politiche e obblighi per l'efficienza e il risparmio idrico, rivisitando anche le bollette, obbligando l'Acea a cancellare la remunerazione del capitale per i privati dalla tariffa. Nella Capitale, le perdite idriche sono del 27%, la peggiore situazione considerando i 68 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete , mentre anche sul fronte dei consumi di acqua Roma scivola all'ultimo posto tra le città grandi in Italia, con ben 234,3 litri di consumati ogni giorno da ciascun cittadino.