Acea: meglio la vendita o il rilancio?

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Al termine della riunione della Giunta capitolina sul bilancio 2012, l'assessore al Bilancio Carmine Lamanda ha annunciato che è stata deliberata la proposta di cessione del 21% di Acea. Con la vendita del 21% il Campidoglio passerebbe dal 51% al 30%. La decisione era già stata annuciata dal sindaco Alemanno nei giorni scorsi. Inoltre nella manovra di bilancio 2012, varata ieri dalla Giunta è stata approvata anche la proposta di «costituzione della holding di Roma Capitale in cui confluiscono Atac e Ama, ma non Acea. Commentando la decisione il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani ha detto che con questa vendita delle quote Acea Alemanno intende ricavarne, solo per questo anno, appena 250 mln di euro, visto che il titolo della Multiutility è attualmente piuttosto "depresso" in borsa. Per giunta questa operazione si rivelerà più complicata di come il Sindaco immagina perché Acea SpA dal 2000 al 2011 ha distribuito utili al Comune di Roma per 450 mln di euro. «Tutti soldi utilizzati per fare fronte alle spese immediate da destinare ai servizi di cui necessita la città: asili, trasporti, manutenzione, servizi ecc.» Per Valeriani sarebbe «più intelligente e responsabile » proprio per le condizioni di bilancio capitolino, rilanciare Acea con un serio progetto industriale per valorizzarne maggiormente il titolo e quindi incrementare l’annuale entrata degli utili. Entrata che a suo avviso potrebbe di gran lunga maggiore di quanto si può ricavare vendendo adesso una parte delle azioni. «Alemanno e la sua amministrazione – conclude il consigliere del Pd- evidentemente capaci solo di scassare le aziende, non sanno fare neppure i conti delle massaie”.