Criminalità, Provincia istituisce consulta anti-mafie

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Si è insediata oggi la prima Consulta provinciale anti-mafie in Italia con l'obiettivo di "rafforzare la rete del territorio contro le mafie, coinvolgendo i Comuni e le realtà del sociale per garantire lo sviluppo di un'economia fondata sulla solidarietà e sul libero mercato".

A prendere parte alla prima riunione presso Palazzo Valentini, tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il presidente della Consulta Antimafie, Franco La Torre, l'assessore con delega alla Sicurezza, Ezio Paluzzi, il comandante della polizia provinciale, Luca Odevaine.

A far parte della Consulta 45 tra associazioni e sindacati, tra cui Libera, Federconsumatori Lazio, Legambiente Lazio, Federalberghi, oltre a 26 Comuni, 8 municipi e l'agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia. Secondo Zingaretti "bisogna stroncare e ostacolare la crescita dell'economia criminale che uccide l'economia sana, umilia gli esercenti e i commercianti onesti, occupa i nostri quartieri, rischiando di coinvolgere i nostri ragazzi, e sappiamo che e' sempre più aggressiva". "Oggi c'e' un salto di qualita' perche' chiamiamo a raccolta la societa' civile del territorio, l'associazionismo ricchissimo delle realta' antimafia, tanti sindaci, sindacati e associazioni con numeri straordinari. La consulta antimafia – ha aggiunto Zingaretti – sara' uno strumento straordinario per aiutare le azioni di contrasto, a cominciare dalla trasparenza sui beni confiscati. Oggi con la societa' civile organizzata siamo tutti più forti".

Fanno parte, di diritto, della Consulta: l'assessore provinciale con delega alla Sicurezza, due consiglieri provinciali (Enzo Ercolani e Marco Scotto Mavina), il comandante della polizia provinciale, un rappresentante dell'agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia, un rappresentante della Prefettura come invitato permanente. "Siamo stati superveloci – ha detto Paluzzi – perche' in 90 giorni abbiamo approvato la delibera e istituito la Consulta. Questo e' motivo di grande soddisfazione". "Senza un impegno costante della societa' civile e delle organizzazioni e associazioni che rappresentano i cittadini, – ha aggiunto La Torre – la mafia non puo' essere sconfitta. I dati della direzione investigativa antimafia sono preoccupanti: Roma e' una citta' aperta a tutte le mafie. Qui operano da decenni le grandi organizzazioni criminali e da alcuni anni, con i fenomeni di globalizzazione, anche la mafia cinese, albanese, nigeriana, montenegrina, russa". La Consulta ha il compito principale di redigere un rapporto annuale sulle infiltrazioni mafiose nell'area metropolitana di Roma e sulle politiche di contrasto alla criminalita' organizzata sul territorio provinciale. Il rapporto stesso sara' poi oggetto di una sessione ad hoc convocata dal Consiglio provinciale e aperta ai rappresentanti dei Comuni e delle associazioni di categoria.