Liberalizzazioni, Farmacie: ecco perché scioperiamo il 29 marzo

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Uno sciopero proclamato per il 29 marzo, una diffida alle Regioni ad applicare la normativa prevista dall'art.11 secondo l'interpretazione fornita dal ministero della Salute in quanto il parere è “errato, illegittimo” e rischia di “compromettere gravemente” la categoria dei farmacisti e l'accesso ai farmaci del cittadino, una lettera al presidente della Repubblica per chiedere di valutare le preoccupazioni della categoria e un'Assemblea straordinaria convocata domani per decidere ulteriori iniziative di protesta. Sono queste alcune delle azioni messe in campo da Federfarma contro il decreto Liberalizzazioni e l'interpretazione del ministero della Salute sulle norme contenute nell'art. 11 del decreto riguardante le farmacie e, in particolare, sulla norma relativa all'obbligo di lasciare la direzione della farmacia al compimento dei 65 anni di età e al concetto di “zona” che, secondo il ministero, si tradurrebbe in abolizione della pianta organica.

Il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, intervistata da “Quotidiano Sanita”', spiega che i farmacisti, nonostante la segnalazione da parte dell'Autorità Garante della mancanza di preavviso., sciopereranno comunque. “I farmacisti – dice – non possono aspettare. Avremmo voluto rispettare i 10 giorni di preavviso previsti dalla normativa, ma la legge prevede anche che non possano essere indetti scioperi nella settimana precedente e successiva ad alcune festività, come quelle pasquali. Rispettare i giorni di preavviso, quindi, avrebbe voluto dire posticipare la nostra protesta alla metà di aprile. Un'attesa che non ci possiamo permettere, perchè nel giro di pochissimi giorni molte farmacie saranno già a rischio chiusura”.

La nota del ministero della Salute “che fornisce l'interpretazione del comma prevede che tutti i titolari di farmacia che al momento dell'entrata in vigore della legge avranno compiuto 65 anni di età dovranno nominare un farmacista direttore. Questa interpretazione è controcorrente rispetto a quanto succede nel Paese, dove l'età pensionabile continua ad essere posticipata. I farmacisti, in pratica, saranno gli unici professionisti ad essere penalizzati in maniera iniqua e costretti a lasciare la direzione della propria azienda”. L'auspicio è che lo sciopero richiami l'attenzione della popolazione su questi rischi? “Ci auguriamo che richiami l'attenzione del ministro della Salute, dei politici e dei cittadini tutti”.

In ogni caso, Racca precisa che “Federfarma non protesta contro l'ammodernamento del servizio farmaceutico e del Paese” ma “per un'interpretazione ministeriale che va a stravolgere e ad appesantire gli effetti di alcuni commi dell'art. 11, in particolare il comma 17. L'interpretazione del ministero ignora tutte le letture elaborate da Camera e Senato e dai loro Servizi Studi. Ignora, in pratica, il Parlamento e le interpretazioni sulle basi del quale le Camere hanno approvato il decreto”. D'altronde, “abbiamo chiesto al ministro Balduzzi un incontro su queste criticità, ma non ci è stato concesso. Ci siamo invece visti recapitare questa interpretazione, che ha acuito i nostri timori”. (asca)