Atac, altro che guasti su auto e metro, il nuovo problema è l’assenteismo

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Dopo il problema dei guasti sugli autobus e sui treni delle metropolitane, un nuovo problema frena il tentativo di salvare l’Atac dal rischio di fallimento: l’assenteismo.

A denunciare il problema – ancora una volta – è stato il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valeriani: «In particolare, nel 2011 Atac ha raggiunto un livello di assenteismo dei conducenti di linea pari al 14% con un aumento di quasi il 4% rispetto al 2008. Per essere più chiari, nel 2008 i giorni medi di assenza non per ferie erano pari a 26,5, mentre nel 2011 sono saliti al 37,5. Se poi aggiungiamo che nei primi mesi del 2012 gli autisti idonei, potenzialmente in servizio ogni giorno sui mezzi pubblici di superficie, sono scesi per la prima volta sotto le 6.000 unità, questo vuol dire che ogni giorno l’azienda non può disporre di circa 840 autisti, che per varie ragioni non sono presenti sul lavoro. La spiegazione della risalita è riassumibile sostanzialmente in 3 motivi: politica restrittiva nella concessione delle ferie a causa delle carenze di organico; disorganizzazione delle rimesse e assenza di controllo nella gestione del personale di guida; abbandono del programma di monitoraggio e controllo del fenomeno».

Valeriani ha anche presentato un’interrogazione urgente al Sindaco e all’assessore alla Mobilità Aurigemma, per sapere se sono a conoscenza della crescita del fenomeno e quali misure intendano adottare per scongiurarlo e aumentare la qualità del servizio. Una necessità assoluta in questo momento di crisi, che a causa dell’aumento vertiginoso della benzina, vede per la prima volta i cittadini lasciare a casa l’auto, privilegiando i mezzi pubblici. Attualmente però, l’offerta non è all’altezza della domanda crescente, e l’imminente aumento del prezzo del biglietto non potrà che aumentare lo scontento dei cittadini. Per Valeriani: «Se cresce il numero dei cittadini che si muovono con i mezzi pubblici e chiedono un miglioramento del servizio di trasporto la risposta dell’Amministrazione Alemanno è solo l’incremento del costo di biglietti e abbonamenti. Insieme all’introduzione dell’Imu, all’aumento dell’Irpef e della Tia, i romani dovranno pagare di più per utilizzare un trasporto pubblico ridotto e poco efficiente. È questa la ricetta Alemanno: più tasse e meno servizi». Fortunatamente, a differenza dell’Amministrazione comunale, Atac sembra però avere piena consapevolezza del problema, che è oggetto di approfondimento con i dipendenti nell’ambito dei colloqui gestionali necessari al riassetto dell’azienda.

Valerio Fiorentino