Auschwitz, studenti e Provincia \”a lezione\” con i sopravvissuti

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"Il posto in cui i vivi venivano traghettati nel mondo dei morti". Piero Terracina, Sami Modiano, le sorelle Andra e Tatiana Bucci: è attraverso le parole, il ricordo dei sopravvissuti che gli studenti di Roma e Provincia imparano a conoscere cosa siano stati i campi di concentramento nazisti. Oggi, secondo giorno del viaggio della memoria organizzato dalla Provincia di Roma, gli oltre 600 ragazzi accompagnati anche dalla comunità ebraica hanno visitato i lager di Birkenau e poi quello di Auschwitz. Con loro il presidente Nicola Zingaretti.

Dalle "rampe" in cui gli abili e gli inabili al lavoro in arrivo a Birkenau venivano separati, al Krematorium II dove gli ebrei venivano liquidati, dalle "saune" dove i deportati venivano "marchiati", alle baracche della sezione femminile di Birkenau, fino al Museo e i luoghi dell'olocausto del campo di Auschwitz: accompagnati dalle parole, spesso commosse, dei sopravvissuti e dalle ricostruzioni storiche del presidente della Fondazione museo della Shoah Marcello Pezzetti, gli studenti hanno percorso palmo a palmo i due campi di sterminio polacchi. Quest'anno il viaggio della memoria, a cui partecipa anche l'assessore provinciale alla scuola Paola Rita Stella, è dedicato a Primo Levi, a 25 anni dalla sua scomparsa. Sul valore formativo del progetto scolastico dei viaggi pone l'accento Zingaretti: "E' importante la nozione – dice – ma è soprattutto importante diventare cittadini adulti passando da queste esperienze".

Ma i sopravvissuti non si limitano a trasmettere i loro ricordi ai ragazzi. Li spronano e li ammoniscono a non lasciarsi ingannare dai negazionisti, soprattutto quelli che fanno circolare le proprie idee in rete. Come nel caso di Terracina che si augura, per i negazionisti, "non che vadano in carcere perché altrimenti diventerebbero dei martiri" ma che si faccia in modo che "entrino in contatto con voi giovani nelle scuole e nelle università". Ritiene invece i viaggi della memoria "un reinvestire su noi stessi per il futuro" il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici secondo cui bisogna capire come "combattere i germi della xenofobia e del razzismo che oggi si presentano sotto nuove forme".