Pvq Kolbe, festa privata o inaugurazione pubblica?

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Il manifesto che avvisa dell'inaugurazione del Punto Verde Qualità al Parco Kolbe è attaccato sulle lamiere ondulate che delimitano il cantiere: entriamo e percorrendo la stradina in mattonato che, passando accanto a un condominio, porta al parcheggio della Metro Rebibbia. Notiamo che dietro altre recinzioni spunta la sagoma di un grosso escavatore, con attorno cumuli di terra e residui di ogni tipo. Tra spuntoni di ferro, cavi e una rampa di box ancora in costruzione accanto al quale spicca una Maserati, due hostess in divisa, camicia e cravatta ci invitano a entrare e visitare i locali. La hostess bionda con un vistoso tatuaggio sul braccio ci informa di essere la direttrice: le chiediamo cosa ci fa il nastro tricolore appeso tra due piloni e ci risponde che è per l'inaugurazione con le autorità. Secondo quanto afferma dovrebbero arrivare il Sindaco e l'Assessore. In attesa della cerimonia seguiamo la seconda hostess che ci mostra le varie sale, con attrezzi ginnici per tutti i gusti, una piscina coperta e persino un centro fisioterapico. Mentre scattiamo qualche foto ci avvicina un uomo tarchiato che ci informa del divieto di fare riprese nei locali: chiediamo il motivo facendo presente che siamo giornalisti cui è pervenuto l'invito via internet. L'uomo, che si qualifica direttore del centro, si fa portare l'elenco dei giornalisti invitati tra i quali non compariamo: «Non siete in elenco quindi non potete né fare riprese né pubblicare l'articolo ». Evviva la libertà d'informazione, pensiamo noi mentre usciamo seguiti da un paio di buttafuori con l'uniforme da becchino. Per prima cosa raggiungiamo la nostra auto mettendo in salvo la scheda fotografica, poi torniamo sul posto ma rimaniamo fuori dai locali. Nonostante ciò veniamo avvicinati dalla hostess bionda che a più riprese lancia battute del tipo “tutto a posto?”, mentre uno dei buttafuori ordina di non fare foto. “Guardi che sto su area pubblica e se prova a toccarmi la denuncio” lui insiste minaccioso mentre le “Autorità” si apprestano al taglio del nastro. Non ci sta il Sindaco e neanche l'Assessore : a sostituirli il “minisindaco” alias Caradonna, il Presidente del locale Municipio, giunto pochi istanti prima a bordo di un'auto della Polizia di Roma Capitale. Accanto a lui l'imprenditore Andrea Munno, della Edilhouse, l'impresa che ha in appalto i lavori. La hostess bionda si spazientisce sempre di più e a chiare lettere ribadisce che dobbiamo stare alla larga, visto che si tratta di una festa privata alla quale non siamo stati invitati. “Festa privata” con inviti ampiamente diffusi al pubblico su internet col seguente messaggio: «Ciao amici, vi volevo informare che il 31 Marzo 2012 ci sarà l' inaugurazione del primo centro fitness a Roma per la sua tipologia nel cuore di un parco di 18.000 mq. Il centro aprirà in via Tiburtina 949, alle spalle della stazione metro Rebibbia. Sarà composto da 7.000 mq dove all'interno ci saranno 8 sale fitness, 2 piscine da 25 e 18 m, una SPA di 900mq, ristorante, ludoteca e fisioterapia. In più, per non farci mancare niente, al suo esterno, nel cuore del parco, ci saranno altre 2 piscine per il periodo estivo e un campo da beach volley unico nel suo genere, con piscina. Sarà un centro polifunzionale per tutta la famiglia,e per tutte quelle persone che vogliono stare bene con se stesse!!!!! Allora cosa aspettate!!!!!!! per info e costi contattami al num… questa è l'ultima settimana di prelazione degli abbonamenti che vi permette di avere un forte riscontro economico rispetto a quando il centro sarà attivo.Inoltre il 31 Marzo 2012 ci sarà la grande inaugurazione dove sarà presente Radio Globo con i suoi Speaker, i suoi Dj e i suoi Comici(Morning Show). Tanti punti esclamativi per descrivere le sette meraviglie del mondo». Ma sull'invito al pubblico manca un particolare: il campo da bach volley non esiste ancora, la piscina esterna è in costruzione, come tante altre belle cose descritte ma da non realizzate, visto che i lavori sono ancora in alto mare. Non si capisce quindi né la fretta dell'inaugurazione nè come possano partire questi corsi in un centro ancora in costruzione e senza collaudo o agibilità. I residenti del condominio adiacente si indignano nel ricordare che quello doveva essere un parco pubblico fruibile da tutti i cittadini. Parco lasciato volutamente in degrado per giustificare poi la sua “riqualificazione” ad opera di un privato che incassa soldi e fidejussioni bancarie garantite dal Comune con i soldi dei cittadini.

Silvio Talarico