Quegli intrecci col parco Feronia

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Allora si parte. Il punto verde Parco Kolbe è stato finalmente inaugurato (vedi articolo a pagina 2) un pò in sordina visti i tempi che corrono e senza la presenza degli augusti ospiti annunciati qualche tempo fa, sindaco e assessori. C’era solo il presidente del V Municipio Ivano Caradonna, ma tant’è, tocca accontentarsi. Se dovessimo pensare a una spartizione politica dei punti Verdi Qualità, che sicuramente c’è stata più o meno implicitamente, il Kolbe è decisamente un punto in quota alla destra.

Basta guardare alle concessionaria del PVQ “Elementi srl” che vede come socio di maggioranza la Euro Sport, mentre fra gli altri soci spiccano il deputato Claudio Barbaro, ora finiano, e Massimo Frasca a suo tempo vicino all’onorevole Andrea Ronchi. I lavori sono stati invece affidati alla Edil House 80. Ed è proprio qui uno degli aspetti più delicati che getta qualche ombra su Kolbe perché quella società incrocia la vicenda della “Luoghi del Tempo”, ovvero la concessionaria di quel PVQ del Parco Feronia che insieme a parco Spinaceto di Massimo Dolce, Olgiata e Perconti, solo per limitarci a quei PVQ che sono finiti sui giornali, hanno attirato le attenzioni dei magistrati. La Edil House 80 avrebbe emesso fatture per circa 8 milioni di lavori non corrispondenti a quelli effettivamente eseguiti. Ipotesi smentita in nostra presenza da Andrea Munno, l’imprenditore ombra che non appare nelle cariche sociali della Edil ma è di fatto l’imprenditore che ha gestito tutto l’affare Kolbe. Munno, che ha qualche precedente per bancarotta fraudolenta, ci ha assicurato di essere creditore per oltre un milione dell’Ing. Scarrozza, marito di Lucia Mokbel, e di aver emesso nei confronti della “Luoghi del tempi” solo ricevute bancarie successivamente non completamente onorate. Ma soprattutto ha contestato la perizia che di questi fatti scrive e che ha indotto l’assessore Visconti a portare le carte di Feronia in Procura. Infatti secondo il Munno la perizia sarebbe stata effettuata senza un confronto con la Edil House. Tesi che probabilmente è al vaglio degli inquirenti che, da quanto ci risulta, hanno inviato la Guardia di Finanza negli uffici e forse nell’abitazione dell’imprenditore. Il quale peraltro, onde evitare ogni riferimento al sua passato di destra estrema, si è affrettato a far sparire da facebook quanto vi scriveva sino a gennaio: «…imprenditore dall’età di vent’anni, prima nei trasporti poi nelle cooperative sociali. Sono da sempre impegnato nel sociale e ho trovato impulso di militanza politica insieme alla destra sociale negli anni del cambiamento». Tanto da aprire anni fa un circolo di Alleanza Nazionale nell’area di Spinaceto, Mostacciano e Torrino.

Va anche detto che sino a gennaio direttore tecnico dei cantieri del Kolbe era l’architetto Stefano Mastrangelo in precedenza dirigente del X dipartimento Politiche Servizio Giardini sino agli inizi del 2008 e che ci risulta abbia lasciato la direzione tecnica della Edil a fine gennaio. Comunque non c’è dubbio che i rapporti fra Munnno, Scarrozza, Dolce e Moro si siano sempre intrecciati se non altro per i comuni interessi sui Punti Verdi. Questione che a suo tempo fu seguita direttamente dal segretario del sindaco Antonio Lucarelli, sino alla fine degli anni ’90 concessionario lui stesso e che solo nel luglio del 2008 cedette le quote della Green Gest a Fabiana De Cesari per gestire un’attività di ristorazione all’interno di un PVQ. Saranno anche coincidenze ma sui PVQ i nomi legati alla destra romana neo fascista spuntano con inquietante frequenza. Amicizie e affari che hanno cominciato ad andare a gonfie vele dopo lo stanziamento nel 2009 dei 220 milioni seguiti ai 180 del 2006. Tutti garantiti al 95% dalla fideiussione del Campidoglio. Cantieri a pieno ritmo, danaro facile. Come non pensare a far girare questa montagna di quattrini con un po’ di sovraffaturazioni e grazie “all’estrema unzione” di qualche funzionario compiacente? Ma nonostante la compiacenza del Volpe in galera e della Parisi ai domiciliari, i soldi non bastavano mai e la banca scuciva regolarmente a ogni stato avanzamento lavori. Dopo le dichiarazioni del socio del Dolce, Bernardini, il Messaggero parlava ieri di evasione fiscale dimostrata dal tenore di vita di questi uomini d’affari: barche, Suv, macchine lussuose, appartamenti ecc. Insomma, la bella vita. E pensare che Andrea Munnno si era vantato in nostra presenza di far campare 250 operai anche se nel cantiere sulla Tiburtina qualcuno giura di non averne visti più di qualche decina non sempre pagati alla scadenza pattuita. Ora che l’opera è stata almeno parzialmente completata e inaugurata con tanto di taglio nastro tricolore, verrà affidata a chi dovrà gestire il complesso. Un’importante impresa del settore, la Italiana Fitness al 50% Euro Sport. Sempre fra camerati, insomma.

Giuliano Longo