Bentivegna, pugni chiusi e \”Bella ciao\” alla cerimonia in Provincia

0
48

Applausi e alcuni pugni chiusi hanno accompagnato il feretro del partigiano Rosario Bentivegna dalla camera ardente, allestita in Sala della Pace, al cortile di Palazzo Valentini dove si è tenuta la cerimonia laica. Michela Ponzani, che con Bentivegna aveva scritto un libro, parlando a nome della figlia Elena e della compagna del partigiano scomparso, Patrizia Toraldo Di Francia, aveva spiegato: “L'ultimo saluto sarà in Provincia e non in Comune per ragioni di affinità politiche e di vicinanza alla giunta presieduta da Zingaretti. Il motivo è il rispetto di una scelta politica che Bentivegna ha mantenuto per tutta la vita: dalla volontà di aderire all'antifascismo a quella di rimanere nel Pci fino all''85 e infine di far parte del Partito Democratico".

Dopo qualche minuto di raccoglimento si sono susseguiti gli interventi del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, di Walter Veltroni e di alcuni amici di Bentivegna. Sul palco allestito alle spalle del feretro, oltre al presidente Zingaretti e a Walter Veltroni, con la fascia tricolore l'assessore capitolino per il Patrimonio e le Politiche abitative, Lucia Funari. In prima fila la moglie Patrizia e la figlia Elena, che Bentivegna ha avuto con Carla Capponi. Ai piedi del feretro una corona di fiori con scritto: “Il presidente della Provincia di Roma”.

Applausi, braccia in alto, pugni chiusi e le note di “Bella ciao” intonate dai cittadini presenti hanno chiuso la commemorazione. Presenti alla cerimonia diversi consiglieri capitolini, provinciali e regionali, oltre a rappresentanti dell'Associazione Partigiani Anpi nazionale e regionale, e al segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.