Impianti senza controlli: stazioni metro a rischio

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Non ci crederete, ma gran parte dei cosiddetti impianti di traslazione Atac, ascensori, scale mobili, tappeti mobili, servoscala, piattaforme elevatrici, sono fuori legge per mancanza di addetti. Lo segnala una lettera documento inviata il 30 marzo scorso dalla segreteria del Consiglio unitario d’azienda Atac, settore metroferro. Eppure, anche se ne siamo giunti a conoscenza solo ieri, la lettera è stata praticamente inviata a tout le monde: sindaco, assessore, ma soprattutto al presidente, all'amministratore delegato, al direttore generale al capo del personale. Insomma ai vertici dell’azienda di trasporto pubblico locale.

Cosa scrivono i rappresentanti dei lavoratori? Semplice, che il 14 marzo sono automaticamente decaduti i nulla-osta tecnici di autorizzazione ministeriale per l’apertura all’esercizio degli impianti di traslazione delle metropolitane e ferrovie concesse del Comune di Roma e della Regione Lazio che non sono non più in carico alla Direzione di Esercizio. Il fatto è che l’azienda avrebbe provveduto “con estremo ritardo all’individuazione dei soggetti di cui intende disporre per poter regolarizzare la propria posizione nei riguardi delle normative in vigore, per altro non tenendo conto della legislazione vigente, dei parametri di provenienza del personale individuato, né tanto meno dei tariffari nazionali delle figure professionali normalmente preposte allo svolgimento di tali mansioni e quanto devono essere pagate. E allora? Allora rimaniamo senza i responsabili di questi impianti e siamo già fuori tempo massimo. La rappresentanza sindacale lamenta di aver cercato da tempo un’intesa con l’azienda che “tuteli il personale e ponga Atac SpA al riparo da eventuali mancanze nei riguardi delle istituzioni, dell’utenza, e del personale coinvolto”. Ma Atac continuerebbe ad andare per proprio conto nel tentativo di costringere i lavoratori “a farsi carico di responsabilità che prevederebbero ben altro trattamento rispetto a quello proposto da Atac”. Una vertenza sindacale, dunque, ma che pare giocarsi sulla pelle degli utenti, perché c’è il rischio che si debbano chiudere gli impianti di traslazione in mancanza dei lavoratori preposti.

C’è di più, perché a oggi tutti gli impianti funzionano in violazione della normativa vigente, fatta eccezione per le 10 scale mobili della stazione Termini, le 2 scale mobili e i 3 ascensori del parcheggio di scambio di Laurentina. Ovviamente la lettera allega tutte le leggi e i regolamenti relativi alla regolare gestione regolare di scale mobili e ascensori, ma non è da escludere che a un controllo dei tecnici del ministero delle Infrastrutture gli impianti potrebbero essere chiusi. Insomma, ove capitasse, tutti a piedi in salita sempre che di fronte a una situazione di tal genere non si debbano addirittura chiudere le stazioni della metro. Speriamo che si mettano d'accordo e in fretta.

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