S.Filippo Neri, gli ispettori rilevano gravi deficit

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È durata 7 ore e 30 minuti l'ispezione del Centro nazionale trapianti al Centro Procreazione medicalmente assistita dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma, dopo il guasto all'impianto per la crioconservazione che ha provocato la perdita di 94 embrioni.

Scorrendo le valutazioni da parte degli ispettori, diffuse dal ministero della Salute in una nota, emerge che ''il laboratorio del Centro Pma si attiva on-demand, cioè per il servizio alle pazienti. La sorveglianza dei tank è affidata al personale del Centro trasfusionale in modo indiretto. Il Centro ha un'organizzazione non ottimale, l'organigramma non è chiaro, non c'è sistema di qualità, le strutture e i controlli sulle strutture non sono adeguati e c'è un grosso deficit sui controlli di funzionamento del sistema. I controlli sulle apparecchiature – catena del freddo a parte, che viene controllata da AirLiquide – sono demandati al Servizio tecnico dell'Ospedale. L'ispezione ha rilevato invece un buon funzionamento del sistema biologico: procedure biologiche chiare e tracciabilità. Gli embrioni che erano conservati erano tutti recenti, successivi alla sentenza della Corte costituzionale. Secondo il rapporto degli ispettori, sul funzionamento del Centro ha inciso la debolezza strutturale, organizzativa e logistica. Ciò ha coinvolto anche il sistema di controllo”.

La commissione ispettiva era guidata da Eliana Porta, capo ispettore responsabile su cellule e tessuti per l'Italia, da Deirdre Fehily, inglese, esperta internazionale e collaboratrice della Commissione europea della sicurezza di laboratori, cellule e tessuti, da Elisa Pianigiani, responsabile della Banca della cute, Azienda ospedaliera di Siena, esperta in catena del freddo, e da Domenico Adorno, responsabile del Centro regionale trapianti del Lazio, esperto di accreditamento, laboratori e strutture biologiche. Il rapporto degli ispettori è stato consegnato in serata al Ministro della Salute, Renato Balduzzi. (asca)