Primi arresti per l’inchiesta dei vigili

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Primi arresti nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge 5 vigili urbani accusati di aver intascato mazzette per il rilascio di licenze a commercianti. Su disposizione del Gip Filippo Steidl sono finiti agli arresti domiciliari due vigili urbani e un geometra del Comune. Il reato ipotizzato per loro è quello di concussione. A richiedere il provvedimento sono stati i pubblici ministeri Ilaria Calò e Laura Condemi.

Oltre ai tre arresti, il magistrato ha anche disposto una serie di perquisizioni. A denunciare i fatti erano stati qualche tempo fa il commerciante Paolo Bernabei e un suo fratello titolari in Trastevere di una rivendita di vini. I pm romani che indagano sui vigili corrotti avevano chiesto l’arresto in carcere di tutti e sei gli indagati, fra i quali un geometra, ma il Gip Steidl ha ritenuto di disporre i domiciliari solo per tre di essi: si tratta dei vigili Duilio Valente, 52 anni, e Giancarlo Vicari, 47 anni, nonchè del geometra Francesco Belmonte, 64 anni. Gli altri indagati sono i vigili Giampiero Capitani, 62 anni, Spartaco Pierotti, 60, e Antonio De Stefanis, 62. Uno di loro è in pensione e per il giudice non può reiterare il reato, mentre gli altri due sono considerati personaggi le cui posizioni sono meno gravi rispetto a quelle dei destinatari delle ordinanze. I reati contestati dalla Procura vanno, a seconda delle posizioni, dalla concussione alla tentata concussione, dalla falsità ideologica alla omessa denuncia, fino alla sostituzione di persona. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia.

Nel frattempo i carabinieri del nucleo investigativo comandato da Lorenzo Sabatino stanno esaminando la documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni alle quali sono stati sottoposti tutti gli indagati. Tutti e cinque i vigili più il geometra, nella veste di progettista e direttore dei lavori di edilizia commissionati dall’imprenditore Paolo Bernabei, avrebbero rappresentato all’imprenditore «la necessità di adeguarsi a una prassi che prevedeva il pagamento ai vigili di somme di denaro extra». Nel capo di imputazione è detto, inoltre, che Valente e De Stefanis, «prospettarono a Bernabei, in caso di mancata corresponsione del denaro richiesto, il concreto rischio di sopralluoghi da parte della sezione edilizia, finalizzati all’accertamento di abusi» inducendo Paolo Bernabei, che il 19 maggio del 2010, aveva già sborsato al geometra Francesco Belmonte 9mila e 600 euro, a versare altri 30mila euro. Un reato di concussione tutto sommato limitato rispetto alle premesse di tutta la vicenda che nelle scorse settimane sembrava dover travolgere tutto il corpo dei vigili. Un ottimo pretesto comunque per far fuori il comandante Giuliani che a giugno lascerà l’incarico come probabilmente era già stato deciso prima del fattaccio.

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