Residence, il Comune risparmia

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Il Comune vuol risparmiare e ha dalla sua tutte le buoni ragioni se si considerano i costi di affitto per loculi spesso di 30 m2 nei residence all'emergenza temporanea abitativa. Hanno scritto e abbiamo scritto di affitti che sfiorano i 3000 euro al mese comprensivi di fitti veri e propri e di servizi per lo più forniti dalle cooperative sociali. Ieri abbiamo appeso da un comunicato ufficiale che la Giunta, su proposta dell’assessore al Patrimonio e alla Casa, Lucia Funari, nominata da poche settimane ma che dalla direzione di quel dipartimento proviene, ha approvato ieri una memoria che impegna l’Amministrazione alla riduzione dei costi e alla razionalizzazione della spesa corrente nel settore dell’assistenza abitativa temporanea per le famiglie in grave disagio.

L’Amministrazione ha dato così mandato al Dipartimento Politiche Abitative di avviare l’aggiornamento del censimento delle famiglie attualmente in assistenza alloggiativa temporanea presso le 13 strutture immobiliari delle quali l’Amministrazione paga l’affitto. Inoltre la memoria dispone che si “proceda alla rinegoziazione, attraverso i competenti Uffici del Dipartimento Patrimonio, dei contratti di locazione dei 13 immobili, al fine di ottenere una riduzione della spesa corrente…” Inoltre dispone che il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute provveda ad individuare i soggetti deputati allo svolgimento dei servizi di vigilanza e guardiania nei centri. Nella stesura dei nuovi contratti di locazione dovrà essere previsto che i costi relativi ai consumi per le utenze di luce, acqua e gas siano a carico delle famiglie assistite che, in caso di bisogno, potranno rivolgersi ai servizi sociali municipali per un eventuale sostegno economico, mentre dovrà essere previsto un contributo forfettario mensile a carico delle famiglie assistite per il finanziamento della spesa di manutenzione ordinaria degli immobili e per la gestione dei servizi comuni”.

Nella nota infine si ricorda che il Comune ha in locazione 13 immobili adibiti a Centri di assistenza alloggiativa temporanea, di cui 11 con contratti stipulati nel 2007. Per questi residence, che forniscono un alloggio temporaneo a 1189 famiglie corrispondenti a circa 3000 persone, l’Amministrazione attualmente sostiene un costo complessivo annuo di circa 28.400.000 euro. I costi relativi ai consumi per le utenze di luce, acqua e gas all’interno dei Centri di accoglienza alloggiativa temporanea ammontano a circa 1.300.000 euro l’anno. Ora la questione è che l'anno scorso, sotto l’assessore Antoniozzi, furono revocati ben tre bandi di gara per gli affitti dei loculi perché i vari servizi delle cooperative collegati ai residence dovevano essere banditi a parte come prevede la legge sugli appalti. Tanto che i contratti della cattolica Confraternita che gestisce numerose cooperative di servizi ed è proprietaria di alcuni immobili, erano scaduti già a dicembre. Il che indusse l'amministrazione a passare quei contratti sotto la direzione del dipartimento che si occupa degli affari sociali, Scozzafava, togliendoli dalle competenze del dipartimento patrimonio, Bianchini. Quindi dai calcoli del Comune manca proprio il costo dei fitti di questi immobili. Ma nello stesso tempo, in assenza di nuovi bandi circolava voce che il Patrimonio si apprestasse a rinnovare quasi tutti i contratti ben prima della loro scadenza naturale talora ben oltre il 2012. Come dimostrerebbe l'indicazione degli 11 contratti da rinnovare che non scadono tutti quest'anno, a quanto ci risulta. Insomma un'intenzione lodevole quella di ridurre i costi e di attribuire una quota fissa per la manutenzione anche perché sino ad oggi gli affittuari potevano venir rimborsati dei lavori contro la semplice presentazione di fatture con gli abusi sempre possibili. Ma sotto a queste indicazioni potrebbe anche celarsi l'intento di lasciare alla prossima amministrazione il problema sostanzialmente irrisolto dei costosissimi residence per altri sei anni.

Giuliano Longo