Auguri sindaco (e faccia attenzione)

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Buona pasqua ingegner Gianni Alemanno, sindaco di Roma e già ministro alle Politiche Agricole. Buona Pasqua anche se i sondaggi d'opinione non prevedono alcuna resurrezione della sua credibilità fra i cittadini romani, forse nemmeno fra quello zoccolo duro di giovani neofascisti, di circoli e curve da stadio che furono la macchina da guerra della sua campagna elettorale nel 2008. Una Pasqua senza sorprese nell'uovo è triste, ma si consoli perché nel suo potrebbe  trovarci Antonio Lucarelli. Si proprio quello che ci ha bandito dagli uffici comunali. Sappiamo bene quanto anche lei consideri con disdegno questo nostro giornaletto. Lei che è abituato a farsi quotidianamente massacrare da quasi tutti i più importanti quotidiani romani, eccetto uno. Cialtroni, ci definì con un adorabile scattino di nervi la sua avvenente vice Sveva Belviso, quando solo osammo dare la notizia delle sue presunte sollecitazioni alla Bcc per sbloccare i crediti di quel Massimo Dolce oggi in allegra con un funzionario del Comune, associati nelle patrie galere. Ma questa dei punti verdi è solo l'ultima disavventura del suo travagliato mandato. Non parliamo solo del maltempo, pioggia o neve che fossero con la  Capitale d'Italia in ginocchio. Avversità atmosferiche che l'hanno nobilmente indotta a prendere la pala e spalar  neve per la gioia di pochi intirizziti cronisti e fotografi. Nemmeno parliamo delle varie parentopo li in Atac e Ama che ricompaiono con dovizia di particolari nelle cronache dei quotidiani. Nè delle varie emergenze, dal traffico alla casa, dal decoro urbano alla pulizia e manutenzione delle strade, tutti nodi che lei doveva sciogliere, ma che con tutta la buona volontà non ha potuto nemmeno affrontare…per colpa di Veltroni che la lasciò con i debiti.

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Parliamo invece di quella classe dirigente che lei non ha allevato permettendo che i peggiori dessero l'assalto alla diligenza della cosa pubblica. Certo quelli di prima non erano santi, ma i suoi hanno davvero esagerato e le conseguenze le paga Lei che, sicuramente, le mani nella pasta dei Pvq o delle assunzioni non le ha mai messe direttamente. Semmai le sta mettendo nelle decine di delibere urbanistiche che segneranno la città per decenni con somma libidine dei costruttori in perenne fame di territorio da consumare. Ci rendiamo conto che l'urbanistica è il grimaldello che schiude le porte dei palazzinari, ma non si fidi, molti stanno già fiutando una brezza diversa pronti a cambiar casacca.

Eppure Lei ci ha provato a rendersi simpatico, accattivante e generoso circondandosi di tecnici della comunicazione di alto livello: Laura Rossi, Luigi Crespi,Ester Mieli che lancia accuse di antisemitismo come noccioline alle scimmie, senza sapere con chi ha a che fare, come nel caso del nostro giornale. E poi con quell'apparato di società specializzate, pagate da Zetema, che hanno illuminato il centro, inventato coni gelato luminosamente rovesciati apiata Venezia, e le sontuose scenografie delle sue varie convention, frequentate da dipendenti comunali non diciamo precettati, ma indotti a manifestare pubblicamente tutta la loro simpatia nei suoi confronti. Certo la campagna contro i rom non le ha fruttato, anzi l'ha messa in rotta di collisione con i cattolici. Inoltre la faccia dura e la mascella volitiva dello sceriffo in azione non hanno fatto sparire le mignotte, gli accattoni e i lavavetri che anzi sciamano più numerosi di prima, provati, anche loro, dai morsi della crisi. Parliamoci chiaro, i romani non la amano, come sicuramente non amavano quelli prima di lei, almeno negli ultimi tempi. Anche quegli altri si erano scordati delle periferie dove sono stati doverosamente bastonati (in senso elettorale ovviamente).Se i romani non la amano noi invece le siamo affettuosamente devoti per la grande opportunità che ci ha offerto, in questi anni, di fare una opposizione senza sconti, mentre qualcuno dell’opposizione (quella vera?) sconti li fa in nome di una presunta 'cultura di governo'.  Forse è per questo, ci dicono, che lei vede Cinque Giorni come il fumo negli occhi.

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Caro sindaco ci consenta di dirle che molti hanno voluto appiccicarci etichette di vari colori senza successo. In fondo la nostra mission è semplice: stare con le antenne ritte nei territori egli occhi aguzzi sugli scandali addirittura scoperchiandoli al primo cenno o indizio. Altro che cialtroni! Lei  forse punirà la nostra impudenza. La comprendiamo anche se ben difficilmente potremmo diffamarla, sempre che la diffamazione contempli una fama che lei si è già giocata. Lo dicono i sondaggi, quelli veri, che lei ben conosce. Ma noi abbiamo fede e chissà mai che ella non ci possa apprezzare quando ritornerà ai banchi dell'opposizione in Consiglio. Sempre che il destino non le riservi mete ben più degne a livello nazionale. Glielo auguriamo sinceramente. Buona Pasqua.