Danni della neve: NESSUN RISARCIMENTO

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“Ci riferiamo al sinistro in oggetto per significarle che l’esito delle risultanze istruttorie non ci consente di poter aderire alle richieste da lei formulate”. Comincia così la lettera che Le assicurazioni di Roma in questi giorni stanno inviando a quei cittadini romani che hanno chiesto il rimborso delle spese sostenute per riparare le vetture danneggiate dai rami caduti durante le nevicate di febbraio.

Sia subito chiaro un punto, stiamo parlando di rami caduti da alberi che si trovano su strade comunali e sui quali, quindi Roma Capitale avrebbe avuto l’obbligo di fare manutenzione. La lettera in perfetto stile burocratese continua così: “L’evento verificatosi, causativo dei danni subiti, è ascrivibile in seguito ad un evento naturale di eccezionale entità e portata – imprevisto ed imprevedibile e di per sé sufficiente a determinare l’accaduto- tale da escludere ogni responsabilità del nostro assicurato”. Beh viene da dire: “Nevica comune ladro”. Infatti ricorderete tutti che il sindaco aveva assicurato che il Comune si sarebbe fatto carico delle spese, del resto immaginiamo solo per un attimo che, nella stessa circostanza, da un albero su suolo privato, fosse caduto un ramo e che questo ramo avesse provocato la morte di una persona. Nessuno di buon senso può pensare che in questo caso si finisca con il dire che non è colpa di nessuno e che il fatto non era prevedibile e quindi evitabile.

Particolare non irrilevante è che lo 060606, I vigili Urbani ed anche il servizio giardini, in quei giorni rispondevano telefonicamente che per il rimborso era sufficiente fare domanda al Servizio giardini corredata di materiale fotografico. La possibilità che il comune non rimborsasse, non era minimamente ventilata. Ora il sindaco deve avere il coraggio di smentire se stesso, deve avere il coraggio di spiegare ai propri concittadini che stava scherzando e che, per chi può farlo, metterà la propria auto a posto a proprie spese mentre chi non può ha l’opportunità di maledire Giove Pluvio e gli agenti atmosferici. Moltissimi cittadini faranno causa spendendo altri soldi; il Comune, nella maggior parte dei casi, sarà condannato ma questo avverrà quando Alemanno non siederà più sullo scranno più alto del Campidoglio. Un comico ha creato su Alemanno il tormentone: “allora chiamo l’esercito” ma si ha l’impressione che l’esercito lo chiamerà la gente per cacciarlo via al più presto.

Alessandro Cozza