Terrorismo, anniversario strage Piazza Nicosia: commemorate vittime

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Questa mattina il Questore di Roma Francesco Tagliente ha deposto a nome del Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli due corone di alloro presso la lapide commemorativa in Piazza Nicosia e presso il Commissariato Trevi Campo Marzio, ricordando il sacrificio per lo Stato del Maresciallo di P.S. Antonio Mea e dell’Appuntato di P.S. Pierino Ollanu, Guardie di Pubblica Sicurezza, barbaramente trucidati da un commando terroristico il 3 maggio del 1979 dove i due poliziotti prestavano servizio.

Nel ricordare i caduti, il Questore ha voluto sottolineare “il valore di chi ha creduto nei valori dello Stato, divenendone simbolo esemplare, e l’importanza di continuare a mantenere viva la loro memoria”. Alla cerimonia hanno partecipato i parenti delle vittime e l’agente Vincenzo Ammirata, che rimase ferito nell’attentato. Ad onorare la memoria del Maresciallo Mea e dell’Appuntato Ollanu anche i Comandanti Provinciali dei Carabinieri Maurizio Mezzavilla e della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro, nonché gli Assessori alla sicurezza della Regione Giuseppe Cangemi, della Provincia Ezio Paluzzi e del Comune di Roma Capitale Giorgio Ciardi.

Il 3 maggio del 1979 13 uomini delle Brigate Rosse, componenti di un gruppo di fuoco, attaccarono la sede del Comitato Regionale per il Lazio della DC in piazza Nicosia. I brigatisti agirono divisi in tre gruppi. I primi Due fecero irruzione all’interno dell’edificio e, dopo aver immobilizzato i presenti, collocarono nell’edificio 4 ordigni esplosivi per poi scappare documenti riservati. Un altro rimase all’esterno, davanti all’ingresso, per contrastare eventuali interventi delle Forze dell’Ordine. La Volante della Polizia con a bordo il Maresciallo Antonio Mea e l’Appuntato Pierino Ollanu fu la prima a giungere sul posto e venne colpita da raffiche di colpi di mitra. Antonio Mea morì sul colpo, mentre Pierino Ollanu trasportato in ospedale, morì alcuni giorni dopo a seguito delle ferite riportate. Un terzo agente, componente della pattuglia, rimase gravemente ferito. Le indagini svolte dalla Digos consentirono di individuare tutti i componenti dell’attentato che vennero arrestati e condannati all’ergastolo.