Atac, addio tessera per studenti e over 65

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È stata davvero una bella idea quella di Aurigemma ed Alemanno di abolire la tessera mensile per studenti e over 65 senza poi predisporre una adeguata campagna di comunicazione, peraltro sempre invadente e doviziosa quando si tratta dell'immagine del sindaco e dell'assessore ai trasporti. Il risultato? Lunghe code ai rari punti Atac delle metropolitane per munirsi di tessere annuali e diffusi malumori: si dà il caso che per molti i 18 euro mese fossero ben più comodi da sborsare dei 150 euro annui, ma quel diavolaccio di Aurigemma una ne pensa e cento di fa pur di racimolare un po’ di liquidità immediata per un'azienda sempre sull'orlo del collasso finanziario.

L’operazione capitolina sulle tariffe ha tuttavia registrato ieri una parziale e precipitosa retromarcia da parte del sindaco e del suo assessore, tanto parchi di informazioni per studenti e anziani quanto attenti agli umori del popolo. “D'accordo con l'assessore Aurigemma, introdurremo la rateizzazione mensile degli abbonamenti annuali per gli studenti e gli over 65. In più, in accordo con Cotral e la presidente Polverini, stiamo lavorando per reintrodurre gli abbonamenti mensili” ha detto ieri Alemanno, sottolineando che la situazione per i disabili rimarrà invariata.

“C'è una differenza che però vale per tutti: non torneremo agli abbonamenti presi in tabaccheria che possono essere utilizzati in maniera scorretta da parte di chi non ha diritto ad avere le agevolazioni e che scaricano su tutti i romani i costi. Per poter accedere a questi abbonamenti – annuali, rateizzati e mensili – sarà sempre necessario fare il tesserino identificativo in modo che ci sia una lotta chiara all'evasione e all'elusione. Su questo saremo intransigenti” proclama con un messaggio video sul suo blog. Con buona pace di studenti e pensionati che possono prenotare fin d’ora il loro posto in coda ai botteghini ogni mese. Forse conviene davvero fare la tessera annuale e chiudere lì la partita, evitando l'aggravio dell'aumento ormai prossimo e generalizzato delle tariffe. E pazienza se i disabili con pensione minima e prima casa non rientreranno nel tetto di reddito ISEE di 20.000 euro e, come spiega il consigliere Pd Ozzimo, saranno costretti a sborsare 250 euro contro 48 euro attuali. L’importante è combattere l’evasione e l’elusione. Ma, scusate, non sarebbe stato sufficiente un controllo ogni tanto?

Alessandro Depetro