I sindacati da Acea «No» alla privatizzazione

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Dopo la manifestazione di sabato, Acea ha convocato Cgil, Cisl e Uil regionali, per comunicare la loro intenzione di andare avanti sul programma di riorganizzazione del gruppo capitolino, come previsto dalla Delibera Comunale n. 22 del 16 marzo 2012: vendita di un altro 21% di quote azionarie ai privati e la costituzione della “Super Holding”.

«L’azienda è dei cittadini, patrimonio inalienabile della città», dice Roberto Pedacchioni, segretario regionale Filctem Cgil. Un gruppo pubblico/privato che negli ultimi dieci anni ha portato utili per 450 milioni di euro usati per servizi ai romani. Oggi, con soli 200 milioni (il costo attuale del 21% delle azioni in vendita), potrebbe passare tutto completamente in mano private. Compresa la gestione dell’acqua, in barba ai referendum del 12 e 13 giugno 2011. Un «no» secco è risuonato anche dai lavoratori del gruppo, nell’assemblea di martedì indetta da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil, Usb, Cobas e Ugl. Stessa musica negli interventi durante la “Festa del tesseramento” dei circoli del lavoro del Pd presso il Cral Acea a viale Marconi, organizzata dal coordinatore, Francesco Proni. Con numerosi esponenti del partito (Miccoli, Valeriani, Foschi, Patanè, De Luca, Nanni, Masini) anche il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: «Dopo tre anni di Alemanno ci ritroviamo una città senza un progetto. E senza un’idea di città non c’è sviluppo». Uno Zingaretti pacato ma determinato, quello che alle centinaia di persone presenti, ha parlato di una città che perde competitività e qualità dei servizi, diventata «un marchettificio totale, tipo: ”A fra’, che te serve?”». «Muller dice che se non gli danno altri soldi non si farà la Festa del Cinema? Niente paura – racconta il presidente. Ci pensa Alemanno, a garantire altri 2 milioni in arrivo da Roma Capitale» . Il probabile candidato a sindaco di Roma crede nel rilancio della città, che può ancora essere la “locomotiva d’Italia”. Ma per questo le aziende pubbliche devono cambiare “regista” e portare valore aggiunto alla città, contribuendo con migliori servizi a «intercettare la “ricchezza” proveniente dai nuovi mercati europei e mondiali». «Non viviamo un tempo normale per l’incubo del malgoverno in cui siamo precipitati – ha continuato -, ma anche se lo scontro politico sarà durissimo, se si mette in moto un popolo, un progetto, una moltitudine, noi vinceremo. Per voltare pagina».

Ieri invece Zingaretti è intervenuto alla celebrazione del 120° anniversario della Camera del Lavoro di Roma presso l'Auditorium Parco della Musica. «Qui si celebra non solo la storia di un sindacato – ha detto- ma di una parte importante di Roma, quella Roma che con la forza del lavoro ci ha permesso di essere la città che siamo.» E ha aggiunto «non è vero che Roma è destinata al declino o a questi tassi di disoccupazione. – ha aggiunto Zingaretti – Dobbiamo cambiare tutto e in fretta perché in realtà è una città che deve scrivere ancora molte pagine della storia. Bisogna farlo insieme con le forze sociali e imprenditoriali, in un clima più civile e più carico di nuove idee altrimenti si rimane fermi nel pantano».

Maurizio Ceccaioni