Il grido di un quartiere senza servizi

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Riunione particolarmente affollata nella parrocchia S. Carlo Borromeo del quartiere Tor Pagnotta Fonte Laurentina: alla presenza del presidente del XII Municipio, Pasquale Calzetta, si è discusso dei problemi della zona sorta alcuni anni fa come piano di edilizia popolare ai bordi dell’uscita 25 del Grande Raccordo Anulare.

Il quartiere, che conta circa 9000 abitanti ed è sorto come piano di edilizia economica e popolare, doveva svilupparsi con tutta una serie di infrastrutture e servizi pubblici previsti negli oneri di urbanizzazione. Ma nel corso degli anni, con ben 7 varianti, le aree destinate ai servizi vennero “sostituite” da edificazioni private quali un grosso centro commerciale, residence uffici e villette. Pochi posti nelle scuole e negli asili, mancanza di spazi verdi, strade e parcheggi e persino un previsto e mai attuato, prolungamento della metropolitana. Ora la situazione peggiorerà con il previsto “mega dormitorio” di 15.000 abitanti, approvato con la delibera CC 148/2005 in cui al primo punto si subordinava il rilascio delle concessioni alla realizzazione della viabilità. Il punto fu eluso in sede di convenzione e così ora i costruttori stanno vendendo le case senza una via di uscita. Il primo punto all’ordine del giorno è proprio questo: impedire che si apra una strada di collegamento con il quartiere prima che tutta la nuova lottizzazione sia completata assieme al previsto ponte sul raccordo.

«Già oggi le file per uscire da Fonte arrivano all’interno del quartiere: se apriranno anche una sola parte di Tor Pagnotta 2, rimarremo sequestrati in casa» denuncia un residente. L’altro punto riguarda il verde pubblico che, dopo aver visto l’installazione di impianti di tiro con l’arco, si vorrebbe far gestire ai privati con bandi: il primo è stato annullato e il secondo sta in fase di apertura delle buste con le offerte che vorrebbero invece un parco fruibile e non l’ennesimo Punto Verde Qualità o quasi. «Siamo stufi di aspettare – dice un cittadino – che il Comune si prenda il parco e lo renda fruibile per tutte le famiglie». Un consigliere propone il restauro di un casale da adibire a scopi sociali. Calzetta prende la parola spiegando che ci sono degli studi in corso per la viabilità, mentre per il parco è necessario attendere l’esito della gara. Annota poi tutte le cose che mancano o non funzionano inclusi gli orribili cartelloni pubblicitari e baracche di vendita all’ingresso o sui marciapiedi del quartiere. Annota anche le opere e il collegamento inesistenti con il limitrofo quartiere Casal Fattoria dove si dovrebbero riunire le linee dell’autobus 797 che oggi servono separatamente i due quartieri. Calzetta promette diligentemente di mettercela tutta ma fa capire che il compito di contrastare gli ordini dei costruttori non sarà dei più facili.

Silvio Talarico