Su Acea pioggia di 70mila emendamenti

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Rullano i tamburi, sventolano i vessilli e la battaglia nell'aula Giulio Cesare contro la delibera 32 su sulla vendita del 21% delle quote Acea ha inizio. Il fuoco di sbarramento, davvero micidiale per la salute dei consiglieri, sono i 70.000 (diconsi settantamila) fra emendamenti ed ordini del giorno presentati dalla opposizione. Se il Sindaco Alemanno non farà un passo indietro ritirando «l’illegittima delibera 32 – affermano Umberto Marroni e Fabrizio Panecaldo, capogruppo e vice capogruppo PD di Roma Capitale- la maggioranza li dovrà discutere e votare proprio tutti , uno per uno, come previsto dal regolamento.

Non accetteremo infatti da parte della giunta alcun tentativo di forzatura o strozzatura della discussione – tuonano i due consiglieri del Pd». Per di più martedì Alemanno per la prima volta era uscito alla scoperto ammettendo che non ci sono obblighi di legge che accorcino la discussione, come da giorni denuncia l'opposizione. «Quindi qualsiasi forzatura sarebbe ingiustificata ed antidemocratica». Per queste ragioni i due hanno scritto già al Prefetto e al Segretario Generale del Comune mentre nei prossimi giorni informeranno il Governo ed i Gruppi Parlamentari «per garantire il rispetto del Regolamento dell’Assemblea Capitolina.

Il Sindaco – aggiungono Marroni e Panecaldo- non può pensare di svendere la prima azienda pubblica di Roma avendo contro tutta la città, ma se invece di ritirare la delibera 32, che non è propedeutica al bilancio, e di valutare le proposte alternative per il bilancio avanzate dall’opposizione capitolina vuole proseguire nel suo infausto intento dovrà assumersene la responsabilità di fronte ai romani». La dura presa di posizione nasce anche dalle voci che nel pomeriggio di ieri si erano sparse in Consiglio sulla possibilità che la maggioranza si inventi, tanto per spiegarla in soldoni, dei "contro emendamenti" che, uno per uno, annullino quelli dell'opposizione.

Certo che Alemanno ed i suoi un qualche escamotage lo debbono pur trovare per uscire dall'empasse, tanto più che fra uno scontro e l'altro (vedi pag.13) la maggioranza non appare così salda. Non a caso, sempre ieri, qualcuno ventilava l'ipotesi che su questa delibera il Sindaco potrebbe "andare sotto" con conseguenze devastanti per il futuro del suo mandato.

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