Mense scolastiche, bando revocato .Un altro sperpero di fondi pubblici

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Ne avevamo scritto la settimana scorsa del bando da oltre 400 milioni per le mense scolastiche al quale ben sei fra cooperative e soggetti imprenditoriali, cui era stata affidata la forni- tura nel 2007, avevano deciso di non partecipare, eccetto una società veneta probabilmente sponsorizzata da qualche influente prelato.

Nell’articolo accennavamo anche 5 euro e rotti a pasto limite massimo previsto dalla gara che metteva in serio dubbio la qualità della refezione per i nostri pargoli. Ebbene, ieri abbiamo appreso che il bando è stato revocato evidentemente di fronte a una sorta di rivolta della gran parte delle aziende fornitrici che van no da Confcooperative(bianca) alle cooperative rosse.

E’ gioco facile per il consigliere del Pd Paolo Masini che è anche vice- presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale, parlare di «sconcertante pressapochismo di questa amministrazione, che trova più facile raddoppiare le tariffe alle famiglie romane che pensare a una sana gestione della cosa pubblica». Infatti il bando di gara per la refezione scolastica “chiavi in mano” non ha ancora terminato il suo infinito e contorto excursus. La tormentata storia è questa.

A marzo per soli cinque giorni il bando passa come una meteora sul sito internet del Comune, ne viene annunciata la presentazione in pompa magna salvo poi vedere annullata la relativa conferenza stampa. Ma ecco che a pochi giorni dalla sua chiusura viene revocato per “necessità di una nuova e diversa valutazione di una serie di elementi ponderali di tipo prestazionale inerenti la procedura di gara”.

E tutto questo, attacca Masini, senza che sia mai passato per la Commissione Scuola, come a suo tempo fu denunciato addirittura dalla stessa maggioranza. Da notare che questo bando con le passate amministrazioni aveva meritato premi e riconoscimenti internazionali, ma oggi è diventato «la barzelletta di un intero continente – prosegue il consigliere del Pd – visto che parliamo di una gara di rilevanza europea per la notevole cifra di 442 milioni di euro». Masini ha già presentato un’interrogazione urgente «alla sgangherata coppia De Palo-Alemanno», come la definisce, per conoscere quanto sia costato alle casse comunali, anche in termine di pubblicazione «l’ennesimo scandalo ai danni delle famiglie roma- ne. Pensavamo di averle viste tutte – conclude – e invece dove non arrivò la Gelmini, sta riuscendo Alemanno. E con questo, intanto, in appena un mese sono tre i bandi fermi al (De) Palo per incapacità amministrativa». Soltanto “incapacità amministrati- va” o scarsa considerazione degli interessi in campo che riguardano giganti della ristorazione?

 

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