Piano nomadi, sì a La Barbuta

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Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar che aveva bloccato il piano nomadi della capitale. Ad annunciarlo, a margine dell’assemblea annuale di Unindustria di ieri, il sindaco Gianni Alemanno. Una notizia che ha colto tutti di sorpresa e su cui si attendono ancora i documenti ufficiali per capire le motivazioni della sentenza. Ma ieri il primo cittadino si sentiva evidentemente un «veggente», come ha detto in una nota Andrea Alzetta, capogruppo Roma in action, indicando già le prime direttive per il futuro. «Il piano nomadi ripartirà con l’apertura del campo La Barbuta – ha detto il sindaco – abbiamo perso mesi – ha spiegato Alemanno – ma ora il prefetto può davvero operare e possiamo veramente completare il piano». Il sindaco ha sottolineato che «giustamente il ministro Cancellieri ha aspettato questa sentenza, ma ora non c’è più bisogno di nuovi atti e si può procedere allo sblocco dei fondi necessari».

Soddisfatta anche la vice Sveva Belviso. «Siamo assolutamente contenti per il pronunciamento del Consiglio di Stato che di fatto ridà a Roma Capitale la possibilità di ultimare le fasi operative e attuative per il completamento del campo autorizzato La Barbuta consentendoci così di poter riprendere celermente con la chiusura degli insediamenti abusivi – ha dichiarato il vicesindaco di Roma Capitale – La settimana prossima saremo dal Prefetto per pianificare le chiusure dei campi di Tor de’ Cenci e del Baiardo». Di- chiarazioni che non faranno certo piacere al sindaco di Ciampino e al presidente del Municipio X, che proprio poco tempo fa sono tornati a manifestare pubblicamente la propria opposizione al progetto. «Siccome la legge, fino a prova contraria, è uguale per tutti – ha commentato ieri il sindaco della città aeroportuale, Simone Lupi – mi sembra opportuno a questo punto rivolgere, a nome dell’Amministrazione comunale, un appello al ministro Cancellieri affinchè siano rispettate le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che hanno dato ragione al Comune di Ciampino ai fini dell’ottenimento degli atti amministrativi relativi al Piano Nomadi. Mi chiedo comemai, a distanza di mesi, tali atti non siano stati ancora resi disponibili per conoscere le motivazioni per cui sono stati spesi milioni di euro per realizzare un campo che – conclude il sindaco Lupi – marginalizza ancor di più un problema di viva attualità sociale». Intanto in Campidoglio il gruppo consiliare de La Destra ha depositato, con prima firma di Francesco Storace, un’interrogazione urgente al sindaco e all’assessore alle Politiche sociali per ricevere informazioni dettagliate sul campo nomadi La Cesarina.

Questo insediamento presente in IV Municipio su un terreno di Propaganda Fide, da diversi anni in concessione a privati, genera preoccupazione nella cittadinanza a causa delle sue condizioni generali di degrado e insicurezza, anche per la popolazione nomade che vi abita.

La mancata integrazione della popolazione rom e lo scarso tasso di scolarizzazione dei bambini non giustifica peraltro lo stanziamento del Dipartimento Politiche Sociali di 2.538.100,00 euro per il canone di locazione e l’asilo all’interno del campo. «Dal 2003 – si legge in una nota – i costi de La Cesarina consistono per l’Amministrazione comunale in circa nove euro al giorno a persona, per una cifra di circa 591.300 euro annui, ai quali vanno aggiunti i 3.600 euro mensili per la gestione dell’asilo interno al campo, messi a disposizione dall’Arcisolidarietà, e le spese relative ai servizi sociosanitari, scuolabus, scolarizzazione e interventi ordinari e straordinari dell’Ama. Mentre per la vigilanza del campo l’importo ammonterebbe a euro 316.000,00 circa annui e 144mila euro per i servizi sociali.

La situazione di degrado resta comunque evi- dente e la spesa dell’amministrazione per ciascuna famiglia rom ammonta a circa 20mila euro l’anno». La Destra chiede all’Amministrazione di conoscere con esattezza il costo della struttura relativamente a sorveglianza, spesa per famiglia e servizi sociali, evidenziando come dal 2003 a oggi la situazione non sia cambiata, pur essendo in vigore il piano nomadi della giunta Alemanno. E, infine, si chiede di conoscere i dati certi dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine sulla regolarità delle persone che alloggiano all’interno del villaggio La Cesarina.