«Alemanno ritiri la delibera Acea»

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Gianni Alemanno, ha inviato ieri una lettera ai presidenti dei gruppi capitolini di Api, Pd, Sel, Lista Civica per Rutelli, La Destra, Udc e Gruppo Misto. Nell’appello «per non bloccare Roma», Alemanno scrive: «Cari presidenti, mi rivolgo a voi in un momento di grave crisi economica che colpisce la nostra città come tutta l’Italia. La società civile chiede da tempo alla politica e alle istituzioni di promuovere lo sviluppo compiendo scelte rapide e rendendo sempre più veloci tutti i processi burocratici. Ma questa richiesta diventa, di fronte alla crisi, ancora più impellente e per molti versi drammatica.

Per questo motivo faccio appello alla vostra responsabilità istituzionale e politica per assumere un atteggiamento costruttivo nella sessione di bilancio che ormai è avviata in assemblea capitolina». «La delibera relativa alla creazione della Holding, che raggrupperà tutte le società del gruppo Roma Capitale, e all’autorizzazione alla vendita del 21% delle azioni Acea, per ottemperare a una disposizione di legge per finanziare gli investimenti, incontra una viva opposizione da parte di alcuni gruppi dell’assemblea capitolina – prosegue Alemanno -. Questa opposizione si è tradotta nella presentazione, chiaramente di natura ostruzionistica, di circa 160.000 emendamenti e ordini del giorno, numeri mai visti prima nella storia della nostra istituzione». Ma la risposta arriva immediatamente dai capigruppo Umberto Marroni (Pd) Gianluca Quadrana (Lista Civica) Gemma Azuni (SeL) e Andrea Alzetta (Roma in Action) che giudicano la lettera del sindaco il «tentativo di uscire da una logica di scontro che l’ha portato a isolarsi sia in Campidoglio che nella città rispetto alla proposta di svendita per quattro soldi della prima azienda italiana dell’acqua. I 160 mila emendamenti e ordini del giorno, presentati da tutte le opposizioni in aula Giulio Cesare e da La Destra di Storace – aggiungono – non sono altro che la legittima difesa a questa politica incomprensibilmente arrogante del sindaco Alemanno ». I capi gruppo invitano quindi il sindaco a non scaricare barile sulle opposizioni rispetto a una situazione di stallo che è sua responsabilità «quindi – concludono – abbandoni la propaganda e se vuole seriamente aprire una discussione per il bene della città, come da noi richiesto almeno da un mese, non ponga condizioni. Il sindaco apra il confronto con le opposizioni e le forze sociali della città, tolga dal tavolo la delibera 32 e valuti le proposte alternative da noi avanzate e rimaste a tutt’oggi inascoltate dalla Giunta Alemanno». La battaglia è appena all’inizio e si preannuncia sanguinosa.