Delibera Acea sempre più in bilico

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Lo scontro fra maggioranza ed opposizione sulla privatizzazione del 21% delle quote Acea va assumendo davvero toni inusitati, quanto meno da un po’ di tempo a questa parte. La decisione di Alemanno ha finito per ricompattare non solo l'opposizione ma anche un vasto movimento sociale che va dai sindacati, agli ambientalisti ai comitati più vari e persino agli industriali. Anche la maggioranza pare scricchiolare fra incertezze.

Così, per l'ennesima volta, anche ieri è mancato il numero legale in aula Giulio Cesare proprio per l'assenza dei consiglieri di maggioranza e la discussione sulla contestata delibera n. 32 è slittata ancora una volta. L'appello alla responsabilità dell'opposizione rivolto dal sindaco l'altro ieri non ha sortito alcun effetto e tanto meno ha fatto ritirare qualcuno dei 160.000 emendamenti presentati. Anzi, il capo gruppo del Pd Umberto Marroni, nel timore di qualche trucchetto, procedurale ha fatto appello al Prefetto per il rispetto delle regole democratiche. E' ormai evidente che Alemanno teme un voto a sorpresa che lo metterebbe in minoranza, non solo ipotecando la possibilità di disporre di quel gruzzolo di 200 milioni che si ricaverebbe dalla vendita delle quote Acea giusto giusto per gestire questo scorcio di sindacatura alla grande. Ma paventa anche il rischio della mancata approvazione del bilancio con conseguente ed inevitabile commissariamento del Comune sino alle prossime elezioni. Roba da far saltare i nervi al sindaco, evidentemente non abituato ad essere contrastato duramente, tanto da minacciare di arrivare alle mani per far passare la contestata delibera. «Se non cambiano atteggiamento finirà a botte – ha detto- state pronti».

Una sorta di repechage di linguaggi squadristi e da anni di piombo, che l'istituzione democratica non può accettare. La protesta sembra poi dilagare al di fuori dell'aula consiliare tanto che ieri una decina di persone con i volti coperti hanno lanciato uova e vernice contro il portone della società Caltagirone spa, in via Barberini. Vicino al portone sono stati trovati alcuni volantini con su scritto «Caltagirone, giù le mani dalla nostra città» con la firma Libera Repubblica romana. Caltagirone verrebbe infatti individuato quale uno dei maggiori beneficiari della privatizzazione Acea. Nel tentativo di stemperare le violenze si sono diffuse ieri numerose dichiarazioni di solidarietà al noto imprenditore e finanziere romano, fra le quali quella del presidente della Provincia Nicola Zingaretti che dopo aver condannato il gesto ha dichiarato «una cosa sono le legittime battaglie politiche che si esprimono nelle sedi competenti, in forma pubblica e sempre nel rispetto delle democrazia e delle leggi. Un'altra cosa è la violenza, i fenomeni di intolleranza, le aggressioni che mai e poi mai devono trovare cittadinanza, che vanno sempre condannati con fermezza e che sono addirittura d'impedimento ad un libero confronto delle opinioni ».

gl

 

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