VIZZANI: «IO MI FERMO QUI»

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Giacomo Vizzani presidente del Municipio di Ostia, il XIII, è sicuramente un politico di lungo corso, ma ancor più un professionista di livello, che, tanto per fare un esempio, ha partecipato con Bondi al risanamento di Parmalat quale membro del Comitato di garanzia. Amico di Gianni Alemanno, non nasconde le sue doti professionali anche se si presenta come uno spettatore disincantato delle vicende politiche romane.

Dice che è giunta l’ora del meritorio riposo, vuole andare in pensione a 66 anni e così decide di non ricandidarsi alle prossime elezioni, ma ai giardinetti non ce lo vediamo proprio. E pensare che lui riuscì per un pelo ad acchiappare quel municipio al ballottaggio. «Quando subentrai alla sinistra trovai le casse completamente vuote. I miei predecessori avevano già impiegato tutti i dodicesimi annuali delle risorse disponibili. Quindi si presentava la difficoltà a realizzare i progetti già in cantiere e quelli successivi ». Così, da buon commercialista, ci allunga l’elenco delle realizzazioni della sua Giunta. Lì si elenca la rotatoria di via Martinica e di via delle Ebridi; quella di viale delle Vittorie; la risistemazione di tutta la viabilità del territorio «che ci ha evitato un mucchio di incidenti e di croci agli angoli delle strade». Poi c’è il mercato di Capo Passero con una nuova viabilità, la messa in sicurezza di 20 attraversamenti pedonali, le opere di urbanizzazione a Dragoncello, i parcheggi sul lungomare e in diverse zone. Un elenco minuzioso dove non mancano le 100 strade illuminate in tutto il municipio e al parco Clemente Riva, una manna per la sicurezza dei cittadini.

«Siamo stati attenti, anzi molto attenti – prosegue – anche al sociale. Così abbiamo approvato per la prima volta il regolamento per gli educatori dei bambini disabili, abbiamo pensato all’assistenza domiciliare per le puerpere in difficoltà, avviato il servizio di trasporto gratuito per i disabili e istituito il centro diurno per l’assistenza ai malati di Alzheimer. E poi ci sono tanti progetti approvati che passeranno di mano alla prossima amministrazione». E le difficoltà? Tutte quelle che travagliano le amministrazioni: la crisi, il patto di stabilità, il malessere sociale. In più quelle peculiari del Lido di Roma che nel 1970 aveva solo 5000 abitanti e oggi ne conta 300.000 con tanta fame di sevizi e infrastrutture. Già, le infrastrutture, il vero punto dolente di Ostia. «Il ponte della Scafa – ci dice – doveva snellire il traffico verso Fiumicino e l’aeroporto, ma oggi è bloccato dalle indagini archeologiche, così come il rondò di Ostia Antica. In quelle zone più scavi e più trovi reperti, spesso di scarso valore. Ma tanto basta a bloccare i lavori… ». E poi c’è il problema della Roma-Lido che si aggrava giorno per giorno. «Guardi che comunque questa Giunta ha completato il ripascimento della spiaggia – ci dice – mancano solo le scogliere artificiali a pettine per salvare la sabbia». C’era anche l’assillante problema di ordine pubblico della “movida” estiva sul lungomare. «In questo caso abbiamo puntato i piedi con il Campidoglio facendola passare per una situazione che richiedeva interventi “straordinari” per due mesi. Così siamo riusciti a raddoppiare i vigili in sevizio coordinandoli con le forze dell’ordine, ma siamo riusciti anche a trovare i soldi per risistemare i giardini del Lungomare».

La crisi a Ostia si sente e come. La disoccupazione giovanile è elevatissima. Unico sbocco possibile, il turismo litoraneo. «Ancora non ci sono le condizioni – prosegue Vizzani – e non saranno certo la grande distribuzione e gli ipermercati a risolvere il problema. Anzi, finiscono per distruggere occupazione nel piccolo commercio che qui dà da mangiare a oltre 8000 famiglie». Rimpianti? «Non ho potuto portare a Ostia l’ateneo di Roma 3 e realizzare una nuova università del Mediterraneo». Per il resto tutto liscio, insomma. «In verità l’opposizione si è fatta sentire “a corrente alterna”. Talora ragionevole, talaltra faziosa come nel caso della criticata pista da sci, presente in altre località marine, che un privato avrebbe dovuto realizzare. In questo caso loro hanno strumentalizzato. Eppure debbo ammettere che hanno davvero giovani capaci. Per questa ragione avevo chiesto ad Alemanno che mi affiancasse un giovane in vista della mia successione». Eh sì, perché ora tocca capire chi occuperà la bella sede liberty del XIII Municipio. «E pensare che mi mancava solo di restaurarne la torretta…». Davvero un peccato.

Giuliano Longo