Acea, Alemanno minaccia le dimissioni

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Ieri si è svolta la riunione dei capigruppo con il sindaco Alemanno, convocata dal presidente Pomarici. L’opposizione ha chiesto compatta al primo cittadino di abbandonare la politica dello scontro e del braccio di ferro, di accantonare la delibera 32, peraltro illegittima, di aprire subito un tavolo sul bilancio e di valutare le proposte alternative presentate da tutte le opposizioni. Alemanno ha inoltre ammesso che non vi sono obblighi di legge che impongano la cessione del 21% di Acea o effetti catastrofici sul bilancio rispetto ai mancati introiti derivanti dalla svendita della prima azienda pubblica romana. Questo è quanto fa sapere il capogruppo del Pd Umberto Marroni insistendo sulla disponibilità ragionevole di tutte le opposizioni, comprese Roma in Action e La Destra. L’offerta è stata quella di discutere sul bilancio e successivamente affrontare il tema del riassetto della holding capitolina che dovrebbe raggruppare tutte le società del Comune cosiddette in house.

Ma evidentemente Alemanno la sua partita su Acea la vuol giocare sino in fondo e proprio nel corso di quella riunione ha apertamente minacciato le sue dimissioni e la fine anticipata della consiliatura. Minacce che per Marroni sono apparse “veramente surreali” e probabilmente rivolte più alla maggioranza che all’opposizione. Un “atteggiamento nervoso” di fronte al quale Marroni ha usato toni concilianti ricordando che si tratta di una delibera che non ha né drammatici impatti di bilancio né imposizioni di legge. La minaccia del sindaco ha tuttavia sortito immediatamente i suoi effetti, tanto che dal primo pomeriggio sono fioccate dal Pdl le attestazioni di fiducia al sindaco e sulla tenuta di una maggioranza che non doveva essere poi tanto coesa se Alemanno ha dovuto puntare i piedi e minacciare le dimissioni e fare il diavolo a quattro. Comunque per mettere nero su bianco il Pd ha presentato un suo “parere pro veritate” nel quale si esaminano tutti gli aspetti giuridici della contestata delibera 32 per la cessione delle quote Acea.

Una delibera ritenuta illegittima con l’approvazione della quale, si legge nella nota del gruppo Pd emerge «il Consiglio rinuncerebbe a svolgere il ruolo che legislativamente gli compete, determinando una rottura del regime delle competenze fissata per legge e non derogabile per volontà degli organi titolari di competenze». Di qui la minaccia di un immediato ricorso al Tar ove la delibera venisse approvata, ma intanto la polpetta sarebbe servita a tavola.