G8: la sfida della crescita, Monti rientra in anticipo

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Il G8 che si è tenuto a Camp David, nella tradizionale residenza di campagna degli inquilini della Casa Bianca, è valutato dai protagonisti come un successo in quanto a mediazioni e dialogo tra i partner ma anche per le scelte messe in campo che dovrebbero contribuire a superare la crisi economica e a favorire la crescita. Tra le novità del summit, ci sono stati i sorrisi tra Angela Merkel e Francois Hollande tesi a smentire le tensioni tra Berlino e Parigi. La cancelliera tedesca, in conferenza stampa, ha insistito su un punto: “Francia e Germania non sono su sponde diverse perchè risanamento e crescita sono due lati della stessa medaglia”. Hollande ha insistito a sua volta nel ribadire che “rigore e crescita sono due obiettivi da perseguire contemporaneamente”.

Il documento finale conferma che la linea da perseguire è quella indicata da Merkel e Hollande: “Il nostro imperativo è di favorire la crescita. I paesi del G8 intendono intraprendere tutti i passi necessari per rafforzare l'economia e combattere le tensioni finanziarie”. Si precisa inoltre che “ogni paese, a seconda di esigenze e possibilità, dovrà trovare un equilibrio tra l'attenzione alla spesa e il rilancio dell'economia”. L'obiettivo per tutti i paesi resta quello di “promuovere la crescita e l'occupazione”.

I leader di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Canada, Italia e Russia auspicano riforme strutturali e investimenti nell'istruzione e nelle infrastrutture come stimoli essenziali per la crescita. Il G8 lancia anche un monito affinchè l'eurozona rimanga forte e coesa senza perdere l'adesione della Grecia. Tutte le sessioni di lavoro sono durate più del tempo previsto, a iniziare dalla prima che è stata introdotta da Mario Monti su sollecitazione del presidente degli Stati Uniti. Barack Obama, di concerto con Monti, è stato infatti il regista del vertice che è riuscito a proporre una positiva mediazione tra le spinte contrastanti. I resoconti sui giornali e i media internazionali relativi al G8 parlano quasi tutti di un asse Obama, Hollande e Monti.

Oggi si conclude invece a Chicago, dove si sono trasferiti ieri alcuni dei partecipanti al G8, il vertice dei paesi della Nato a cui partecipano i leader dei ventotto paesi che aderiscono all'Alleanza atlantica. Si discute soprattutto di Afghanistan e del timing previsto per il ritiro delle truppe internazionali. Spicca sull'Afghanistan la posizione della Francia, rientrata a far parte della Nato sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Nel programma elettorale di Hollande si prevede che il ritiro da Kabul dei reparti militari francesi avvenga non oltre la fine del 2012, due anni prima di quanto annunciato da Stati Uniti e Nato. Il presidente francese ha però intenzione di rispettare gli impegni finanziari internazionali per garantire la ricostruzione dell'Afghanistan. In una conferenza stampa, Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ha ribadito che la strategia messa a punto resta quella che prevede il ritiro graduale delle truppe dell'Alleanza atlantica entro il 2014 con il conseguente graduale passaggio dei poteri alle istituzioni afghane.

Sicuro protagonista del G8 è stato Monti, che ha però deciso di rientrare in anticipo a Roma dove arriverà oggi a fine mattinata sia per partecipare ai funerali della giovane vittima dell'attentato a Brindisi, sia per seguire personalmente l'emergenza creatasi in Emilia e Romagna a causa del terremoto. Davanti ai microfoni, Monti ha definito l'attentato di Brindisi “un atto senza precedenti come incivilta”'. Poi ha sottolineato le assonanze riscontrate con Obama e Hollande facendo riferimento anche a “nuove possibilità di dialogo con la Germania”. Secondo il premier, “l'Italia ora è in regola e può chiedere con forza che venga rispettata anche la dimensione della crescita”. Monti ha voluto evidenziare la “convergenza molto forte” con Hollande e il ruolo svolto da Obama nel creare le condizioni per un dibattito costruttivo, grazie a discussioni fatte intorno al caminetto che contribuiscono a creare un clima informale diverso da quello dei vertici europei che sono “ingessati, e non sempre positivi”. A riprova della ritrovata autorevolezza dell'Italia sul fronte internazionale, Monti ha annunciato che nel mese di giugno si terrà a Roma una riunione trilaterale con Angela Merkel e Francois Hollande per confermare posizioni comuni in vista della riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Il presidente del Consiglio ha aggiunto che il vertice con Merkel e Hollande darà “un impulso all'intera Unione europea”. Monti si è detto fiducioso anche per quanto riguarda l'esito del Consiglio europeo che si terrà il 23 maggio a Bruxelles, dove si tornerà a discutere della crisi economica e della situazione della Grecia, in particolare della sua permanenza nell'eurozona. (asca)