Liste d’attesa, Avvocato del Cittadino: risarcire donne incinte per esami privati

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"L’odissea delle liste d’attesa per esami e controlli presso Asl o aziende ospedaliere non sarà più un problema per le donne in stato interessante della Capitale. L’associazione Avvocato del Cittadino, sita a Roma, in via dei Fulvi 49, lancia un nuovo servizio di consulenza – gratuito per tutte le gestanti iscritte alla struttura – per richiedere al Servizio Sanitario Nazionale il risarcimento per le spese sostenute per eventuali visite ed esami effettuati privatamente a causa dell’eccessiva durata delle liste d’attesa della sanità pubblica. Previa richiesta alla Asl di competenza, sarà infatti possibile, se i tempi sono eccessivi, agire per essere risarciti.

Nel corso della gravidanza, esami e controlli debbono necessariamente essere eseguiti entro dei termini prestabiliti, troppo spesso inconciliabili con le lunghe file del Servizio Sanitario Nazionale. Una corsia preferenziale è garantita solo – in particolari e gravi casi – alle donne in gravidanza a rischio, con serie patologie, che, con opportuna certificazione, possono evitare le smisurate attese. Ma per una gravidanza fisiologica non ci sono sconti. Eppure, il nostro ordinamento, con la legge 431/06, stabilisce i tempi massimi di attesa: 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per la diagnostica strumentale. Se tali termini vengono superati è quindi possibile chiedere un risarcimento". Così in una nota l'associazione Avvocato del Cittadino.

“Ci occupiamo spesso di problemi e disagi delle donne incinte – dice Emanuela Astolfi, fondatrice dell’associazione – Da una nostra recente inchiesta è emerso che il costo di una gravidanza a Roma è di almeno 4.000 euro. E purtroppo, ciò che fa lievitare maggiormente i prezzi è proprio l’impossibilità di riuscire a prenotare per tempo gli esami attraverso il Recup”.

"L’associazione Avvocato del Cittadino – si legge nel comunicato – sarà dunque a disposizione delle donne incinte, per offrire loro consulenze e orientamento, sostenendole sia nella fase di richiesta alla Asl di competenza della prestazione specialistica necessaria, entro i tempi previsti, sia nella eventuale successiva fase di risarcimento per la spesa effettuata presso una struttura privata. La Cassazione (sentenza 2444/01) ha inoltre stabilito che la preventiva autorizzazione da parte della Asl è necessaria, ma non indispensabile, se il cittadino si trova in una condizione di salute critica, con imminente pericolo di vita o di aggravio della malattia".