Voto ai servizi pubblici: poco più del 6

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Gianni Alemanno intervenendo alla presentazione della relazione annuale dell’Agenzia di Controllo della qualità dei servizi pubblici del Comune non ha potuto trattenere la sua soddisfazione seguita dai soliti boatos di approvazione di molti esponenti della maggioranza. Infatti è ben del 6.57 il voto medio che i romani assegnano al complesso dei servizi pubblici della capitale nel 2012. Il giudizio medio espresso nel 2011 si era attestato sul 6.45, nel 2010 sul 6.55, nel 2009 sul 6.62 e nel 2007 al 6.34.

A marzo 2012 l’agenzia registra il 9% di cittadini «per niente soddisfatti», il 15% di «poco soddisfatti», il 39% di «abbastanza soddisfatti » e il 36% di «molto soddisfatti». Oddio, qualche macchiolina sembra offuscare anche la stupefacente “sufficienza” che i cittadini esprimono quali utenti dei servizi pubblici. Infatti purtroppo si deve registrare un 5.2 nel 2012 per i trasporti pubblici, mentre il gradimento sale al 6.6 per la metropolitana, per ripiombare al 4.6 per la pulizia delle strade e risalire al 5.9 per la raccolta dei rifiuti. Va meglio per gli asili nido che ottengono un voto del 6,3 nel 2012. Da questa gimcana di voti e controvoti l’agenzia spiega che l’illuminazione stradale migliora, ma i parametri di qualità del servizio sono in qualche caso troppo generosi e per i cittadini la criticità maggiore resta la sicurezza. La distribuzione di elettricità presenta ancora problemi sulla continuità della fornitura e i tempi medi di interruzione, anche se ovviamente i miglioramenti continuano. L’acqua invece ha il massimo grado di soddisfazione e di rilevanza per i cittadini, ecco perché ci si affretta a privatizzarla. Mentre massima è anche la soddisfazione è per i servizi culturali: Auditorium Scuderie del Quirinale, e le biblioteche che registrano più di 2 milioni di visite.

Sui servizi sociali, l’Agenzia «ha valutato le farmacie comunali (cui manca da tempo un contratto di servizio) e gli asili nido che abbondano nel centro e prima cintura, ma sono meno presenti in periferia e comunque distribuiti in modo disomogeneo sul territorio. Infine, l’Agenzia «ha condotto delle specifiche indagini sul servizio di affissioni e pubblicità, ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del relativo Piano regolatore che dovrebbe fornire ulteriori strumenti di programmazione e di contrasto all’abusivismo, e i mercati rionali: questi ultimi, sebbene molto apprezzati e utilizzati da anziani e residenti circostanti. Quindi giusto abbatterli magari per costruirci sopra uffici e sotto parcheggi.

gl

 

 

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