Cartelle pazze, via Ostiense: benvenuti all’inferno

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Tempo di crisi e la parola d’ordine è battere cassa dovunque e a ogni costo. Una vera e propria valanga di cartelle firmate Gerit Equitalia sta piovendo sulla testa dei cittadini romani: le file agli sportelli di via Ostiense testimoniano che il livello di guardia è stato abbondantemente superato e le code provocano disagi insostenibili sia per gli utenti che per gli impiegati costretti ogni giorno a sorbirsi l’esasperazione e gli improperi di chi si vede ingiustamente vessato.

Ogni giorno diverse centinaia di cittadini, dopo aver preso il fatidico numeretto, aspettano anche per ore l’arrivo del proprio turno. Passi per i crediti reali ma spesso si tratta di vecchie multe, magari prescritte oppure opposte al Prefetto e rimaste senza risposta. Ricevuta la notifica, se il cittadino non presenta una nuova opposizione, le cartelle si trasformano in un credito immediatamente esigibile. A questo punto possono scattare i fermi amministrativi per i veicoli dei multati o addirittura i pignoramenti di mobili, stipendi, case e conti bancari.

«E’ tutto inutile, questi non vogliono sentire ragioni» urla al telefono una donna uscendo dal girone infernale della sala d’attesa. All’interno la folla è tale che i posti a sedere non bastano: il tabellone luminoso scandisce con lentezza insopportabile il turno, avvicinandosi sempre più alla quota dei 400 utenti. Diverse guardie giurate armate marcano stretto gli utenti allo sportello per evitare che dalle aggressioni verbali si passi a quelle fisiche: l’atmosfera è incandescente e basterebbe che, perlomeno, chi di dovere evitasse di inviare cartelle scadute. Ma il peggio deve ancora arrivare quando a essere coinvolti sono i portatori di handicap: in molti casi le multe per divieto di sosta o sulle strisce blu colpisce anche loro ed è vergognoso che poi tante persone svantaggiate debbano arrancare perchè magari una “ordinanza prefettizia” retrodatata di mesi rispetto all’effettiva notifica non tenga conto dell’opposizione e li costringa ingiustamente a doversi difendere spendendo denaro e subendo un’umiliazione indegna di una città che dovrebbe essere la “capitale del mondo intero”.

Silvio Talarico

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