Aumenti Atac, la città non ci sta

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Un aumento del biglietto che si traduce esclusivamente in una riduzione del reddito, senza miglioramento del servizio. A tutto ciò i romani hanno detto risposto con un netto “no”, e ieri con manifestazioni di protesta in via Prenestina, sede di Atac, hanno sfilato e gridato contro l’ennesimo balzello. Inutile l’aumento della durata del biglietto da 75 a 100 minuti, le esenzioni e gli altri accorgimenti esistenti. I cittadini hanno sigillato le obliteratrici, tappato le biglietterie, saltato per protesta i tornelli della metro sin dalle prime ore di ieri mattina e attaccato migliaia di adesivi recitanti slogan contro l’aumento del biglietto da un euro a un euro e mezzo, scattato giusto ieri. Le nuove tariffe sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma le condizioni in cui si trova l’azienda dei trasporti capitolini, e le vicende di “Parentopoli” raccontate nel corso di questi anni sono parte di un unico problema, ben sintetizzato da uno striscione che ha sfilato in corteo: "Aumento del biglietto, taglio dei servizi e posti di lavoro. Atac che fai? Io il biglietto non lo pago".

Così ieri la protesta si è allargata su più fronti. Non solo il livello del servizio offerto, considerato da sempre inadeguato per una capitale europea e negli ultimi anni ulteriormente peggiorato, ma anche sui temi urgenti e attualissimi del lavoro e dell’offerta di servizi. Dalla piazza lo scontro si è presto spostato all’interno dell’arena politica e i protagonisti non hanno risparmiato colpi di ogni tipo, a partire dalla guerra delle cifre. Se solo giovedì l’Agenzia comunale che controlla la qualità dei servizi pubblici locali pubblicava i dati sul trasporto dell’Atac (5,2 il voto medio assegnato al servizio di trasporto di superficie dagli utenti), il “Codici” emetteva la sua sentenza: il 93% degli utenti sarebbe insoddisfatto del servizio di trasporto. Indignate sui due fronti anche le reazioni politiche: «Siamo in contatto con le autorità preposte affinché vengano risolte le problematiche provocate dai partecipanti alla protesta presso la sede dell’Atac – ha detto ieri l’assessore ai trasporti Aurigemma – Non è tollerabile che il comportamento irresponsabile di poche decine di persone causi disagi a migliaia di cittadini, impedendone di fatto gli spostamenti. Ci riserviamo di valutare se riguardo gli episodi che si sono verificati oggi si possa configurare il reato di interruzione di pubblico servizio»

La protesta, però, non si fermerà alla giornata di ieri, come annunciato dall’Usb, e sono previste altre mobilitazioni. A sinistra, tra i tanti sostenitori dei cittadini, contro l’aumento del biglietto è intervenuto il segretario della Federazione della Sinistra Fabio Nobile, rispondendo ad Alemanno che aveva definito “demagogica” la protesta di ieri. «Al contrario di quanto pensa e dice il sindaco Alemanno – ha detto Nobile – l’aumento dei biglietti per il trasporto romano è molto più che una vergogna. È uno scandalo che ai cittadini venga chiesto di pagare di più senza avere nulla di più in cambio, di risanare i bilanci in rosso di un’azienda portata al colla