Celebrato ieri matrimonio lesbo a Roma

0
82

Daniela e Silvia sono i nomi delle due donne che ieri sono state unite in matrimonio nella sede dell'associazione Di’ Gay Project (DGP) dalla presidente Imma Battaglia. Le due spose si sono scambiate gli anelli e, in presenza degli avvocati, hanno apposto le proprie firme sull’atto, un vero e proprio contratto di convivenza.

“Si tratta nello specifico – spiega Di’ Gay Project – di una scrittura privata predisposta dai legali di DGP (scaricabile gratuitamente dal sito www.digayproject.org) a disposizione di tutti coloro che intendono regolare il proprio rapporto di convivenza, utilizzando le possibilità che oggi offre la legge italiana. Redatto in una forma semplice e chiara, lo strumento è pensato per consentire a tutti di comprendere il significato di ogni disposizione e di adattarla alla propria situazione senza necessariamente ricorrere all’ausilio di un professionista. DGP consiglia tuttavia, soprattutto per questioni particolarmente complesse, di consultare il proprio legale di fiducia o di chiedere assistenza all’associazione”. Con la sottoscrizione del documento le parti possono regolare questioni che, in assenza di una legge o di una scrittura privata, rischiano di generare conflitti: la proprietà dei beni; l’uso dell’abitazione comune; la cessazione della convivenza; il diritto al mantenimento; l’assistenza in caso di malattia. i festeggiamenti stasera nella gay street.

“La nostra Associazione – ha spiegato Imma Battaglia, presidente Di’ Gay Project – è diventata un punto di riferimento per i matrimoni gay. Con azioni serie, concrete, costanti, tramite il nostro Sportello di consulenza legale, stiamo aiutando tante coppie che ne fanno richiesta a regolarizzare la propria unione con gli strumenti finora a disposizione, secondo l’approccio caratteristico dell’Associazione, attivo e mai demagogico. La Costituzione ci vede tutti uguali: in attesa che la politica capisca questa profonda lezione di democrazia, le coppie di fatto, proprio come tutte le altre, si confrontano con i problemi impellenti della vita quotidiana, rispetto alla salute, ai figli, al lavoro, all’economia, alla crisi. Spesso comprano casa insieme, fanno testamento, desiderano una famiglia, sognano e fanno progetti. Tutto ciò deve essere regolamentato: è in questa prospettiva che si muove DGP, nel pieno rispetto della privacy delle persone, senza esibizionismo, ma tessendo una rete solidale al bisogno crescente delle persone di normalità e diritti, anche a dimostrazione della maturità delle coppie e della loro incessante ricerca di modelli positivi. DGP lavora da sempre su questi valori, senza nessuna forma di collateralismo politico, super partes e consapevole di quanto sia difficile sostenere le persone ogni giorno, con una serie di servizi di prossimità che aiutino a garantire, nel miglior modo possibile, diritti di cittadinanza vecchi e nuovi. Concretezza versus demagogia: questa è il nostro motto. Su questo si gioca la chiave del futuro dell’associazionismo, della politica e, ciò che ci sta più a cuore, del diritto alla felicità delle persone”.